L'intervista
America’s Cup, Gallo (Antifrode ADM): “Controlli e intelligence, una rete nazionale”
Napoli guarda all’America’s Cup non soltanto come a un grande appuntamento sportivo internazionale, ma anche come a una sfida organizzativa per istituzioni, infrastrutture e sistema economico. In questo scenario, un ruolo strategico spetta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Ne parliamo con Sergio Gallo, direttore generale antifrode.
Come coniugare la rapidità richiesta dall’evento con controlli efficaci e tutela della legalità?
«Le procedure semplificate consentono operazioni chiare e tempestive, concentrando l’attenzione sui profili che presentano un rischio effettivo. In questo quadro l’antifrode svolge una funzione decisiva. Analisi dei dati, intelligence, targeting e raccordo tra strutture centrali e territoriali permettono di indirizzare i controlli dove sono realmente necessari, senza appesantire l’attività degli operatori che agiscono nella legalità. Significa accompagnare i flussi leciti e aumentare la capacità di intercettare traffici illeciti e condotte elusive. Napoli e la Campania dispongono di importanti competenze doganali e antifrode».
Dal 2023 la Direzione Antifrode ha sviluppato un modello fondato sulla Rete Nazionale Antifrode e sull’integrazione tra intelligence e attività operative. Lei lo ha definito una «strategia circolare». Cosa significa?
«Significa costruire un’Amministrazione capace di imparare dalla propria esperienza e trasformare ogni informazione in una risorsa per l’intero sistema. Le Linee di indirizzo consentono di individuare le minacce prioritarie e concentrare risorse, intelligence e attività investigative sulle aree di maggiore rischio. La Rete Nazionale Antifrode collega livello centrale, territoriale e locale attraverso la Direzione Antifrode, gli Uffici Antifrode regionali, i Laboratori territoriali e le Aree verifiche e antifrode. A questi si affiancano il Nucleo di Analisi Strategica, il Comitato di coordinamento centro-territorio e le Conferenze antifrode trimestrali. Il modello è circolare perché le informazioni del territorio alimentano l’intelligence, che individua le priorità e orienta l’attività operativa. I risultati tornano poi nel sistema come conoscenza e nuovi strumenti di prevenzione. Nessun controllo o indagine deve rimanere un episodio isolato».
Nei primi mesi del 2027 è prevista una nuova Conferenza Nazionale Antifrode.
«La Conferenza dovrà essere un passaggio operativo nella programmazione dell’azione futura. I temi saranno individuati attraverso il lavoro del Nucleo di Analisi Strategica, l’ascolto delle strutture territoriali, le evidenze operative e il confronto con Autorità e organismi competenti. Questo patrimonio contribuirà a definire l’indirizzo della Rete Nazionale Antifrode per il 2027, assicurando continuità tra analisi, programmazione e intervento. La Conferenza servirà a mettere a sistema esperienze e soluzioni, verificare l’evoluzione delle minacce e rafforzare la cooperazione istituzionale».
© Riproduzione riservata





