Questa mattina i carabinieri del Ros hanno arrestato sette militanti anarco-insurrezionalisti, ritenuti responsabili di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, detenzione e porto di materiale esplosivo, istigazione a commettere delitti contro la personalità dello Stato, oltre che incendio e danneggiamenti aggravati dalla finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico.

Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa avviata a seguito dell’attentato esplosivo alla Stazione Carabinieri di Roma San Giovanni, compiuto il 7 dicembre 2017 e rivendicato dalla sigla terroristica “Cellula Santiago Maldonado – Federazione Anarchica Informale-Fronte Rivoluzionario Internazionale“. L’ordigno artigianale, occultato all’interno di un termos di metallo, contenente 1,6 kg di esplosivo, aveva provocato ingenti danni all’ingresso della caserma e per poco non aveva investito con la sua esplosione una passante, elemento che conferiva all’attentato una estrema pericolosità derivante dall’accettazione del rischio di colpire vittime collaterali.

Il gruppo mirava anche a riorganizzare il movimento anarchico superando “ogni localismo”, per avviare una nuova fase dell’insurrezionalismo, che avvicinasse i diversi gruppi, così da colpire l’organizzazione democratica e costituzionalmente organizzata dello Stato. Il gruppo eversivo disarticolato nell’odierna operazione si rifaceva ai dettami strategici di Alfredo Cospito, ideologo della Fai, attualmente detenuto presso il carcere di Ferrara.

I sette anarchici arrestati in un’operazione del Ros a Roma avevano contatti con gruppi esteri. In particolare in Grecia, Paese in cui è molto attiva la ‘Cospirazione delle Cellule di Fuoco’, in Cile e in Germania. Fra le persone finite in manette Claudio Zaccone, 33enne messinese, Roberto Cropo, 34enne torinese, Flavia Di Giannantonio, 39enne romana, Nico Aurigemma, 30enne romano e Francesca Cerrone, 31enne trentina. Per loro l’accusa è di aver costituito una cellula eversiva di matrice anarchica insurrezionale, avente base presso il centro sociale “Bencivenga Occupato” di Roma, dove gli stessi gravitavano.