Matteo Salvini dà dei «marziani» ai burocrati che siedono a Bruxelles, ma in casa Italia ne segue le direttive. Intanto l’Austria applica restrizioni ai mezzi pesanti che passano dal Brennero e in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia europea riguardo il blocco austriaco, Autostrade del Brennero spa perde la prelazione per la concessione dell’A22. Il Ministero dei Trasporti avrebbe deciso, anche se non l’ha ancora ufficializzato, di proseguire nella gara per l’assegnazione dell’autostrada del Brennero togliendo la prelazione. La partita per la concessione dell’A22 entra, quindi, nella fase decisiva e si trasforma in un banco di prova per il governo e per i rapporti tra Stato, autonomie territoriali e Unione europea.

Salvini perde la prelazione

La gestione del corridoio è formalmente scaduta nell’aprile 2014, e da oltre dieci anni prosegue in regime di proroga. Ora il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è chiamato a sciogliere il nodo, anche se il Mimit ha dichiarato che rinuncerà al diritto di prelazione lasciando intatto il bando. Il cuore del problema è proprio la prelazione. La normativa italiana consente al gestore uscente, in caso di gara, di pareggiare l’offerta migliore e mantenere la concessione. Un meccanismo pensato per tutelare la continuità gestionale e valorizzare gli investimenti già programmati, ma che, secondo la Commissione europea e la Corte di Giustizia Ue, rischia di alterare la concorrenza.

Il nodo

L’altro nodo riguarda i fondi già accantonati dagli enti del territorio, le Province autonome di Trento e Bolzano in primis, oltre alla provincia e al Comune di Verona e altre realtà, per finanziare l’ampliamento dell’opera e i lavori di manutenzione. In quel caso, milioni e milioni di euro appartenenti ai contribuenti dove finirebbero? Un quesito che, probabilmente, i tecnici belgi e romani non si sono posti.

Il corridoio scandinavo-mediterraneo

Come se non bastasse, l’Austria ha imposto blocchi al Brennero in segno di protesta; situazione, questa, che si aggiunge all’incapacità del Ministero degli Interni di rispondere con un secco «no» alla richiesta della Commissione. Per circoscrivere le proteste austriache: la questione del Brennero è vecchia quanto l’opera stessa. Le autorità si sentono vittime di un traffico di attraversamento che collega la prima e la seconda manifattura d’Europa: Germania e l’Italia. Si tratta del corridoio scandinavo-mediterraneo e, come si evince dal nome, congiunge l’area mediterranea con quella Mitteleuropea. La parte austriaca non nasconde certo il suo disappunto, ma è anche vero che se l’Italia chiudesse il corridoio del Brennero, rimarrebbe soffocata oltre le Alpi. Per quanto riguarda il ricorso alla Corte europea da parte dell’Italia a seguito della querelle con l’Austria, il decisore europeo dovrà valutare da un lato il diritto del singolo Stato a tutelare in ogni modo le proprie condizioni ambientali, e dall’altra la libera circolazione di mezzi e persone. Salvini sembra vincere contro l’Austria, ma per quanto riguarda la prelazione pare non rimangano altre carte da giocare.

Christian Gaole

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