Il Consiglio dei Ministri era previsto per le 11. Alla fine, come annunciato è slittato alle 22:00. All’ordine del giorno anche il dossier Autostrade: con la revoca della concessione ad Atlantia. “Tutti i ministri saranno nelle condizioni di conoscere i dettagli – ha dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – ora è necessaria una decisione”. L’obiettivo del premier sarebbe quello di mettere fuori da Autostrade i Benetton, principali azionisti di Atlantia, la holding che gestisce l’88% di Aspi e accusati di negligenze nella gestione del Ponte Morandi, crollato a Genova il 14 agosto 2018 che provocò 43 vittime. Il rischio della conta all’interno dello stesso esecutivo non è da escludere. Anzi. Spunta intanto una nuova ipotesi: quella di un commissario, per evitare il default di Autostrade e la perdita di posti di lavoro.

La frattura principale nel governo è quella con Italia Viva: il leader Matteo Renzi aveva ammonito ieri come fosse facile lasciarsi andare a slogan populisti, mentre “la revoca è facile da dire, difficile da fare”. “Se sei un uomo delle istituzioni, non fai come al bar, aspetti la magistratura”, è l’attacco che Renzi, in serata, ha fatto recapitare a Palazzo Chigi. La linea di Conte, al di là delle tensioni, ha tuttavia delle affinità sia con quella il Partito Democratico che con Iv: la centralità dello Stato, magari attraverso Cdp (citata da Renzi), nella futura società di gestione.

Il Partito Democratico, con Liberi e Uguali, si assesta intanto sulla linea governativa. Il segretario Nicola Zingaretti ha definito “deludente” la proposta di Aspi e “giuste” le considerazioni del premier. Il leader Dem chiede un assetto societario che veda lo Stato al centro di una nuova compagine azionaria. “I Benetton ci prendono in giro, questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati”, aveva detto in due interviste alla Stampa e al Fatto Quotidiano Conte. E l’effetto in Borsa si è subito fatto sentire, con il tonfo di Aspi con il 15% perso in 24 ore a Piazza Affari. “Abbiamo sempre rispettato le istituzioni: quando in passato è stata sollecitata ad entrare in diverse società così come oggi”, la replica degli imprenditori veneti. Curiosità sul cdm espressa anche da Angela Merkel, in occasione del vertice al castello di Meseberg con Conte. Forse perché tra i soci di minoranza c’è la tedesca Allianz. Preoccupazione da parte di un altro socio, il fondo cinese Road Silk, che ha chiesto notizie all’ambasciatore italiano a Pechino. Oggi riunione straordinaria del cda della holding, che rischia un crack da 19 miliardi di euro con la revoca della concessione. “La proposta formulata è l’esito di un confronto di un anno e recepisce le richieste dei rappresentanti dell’esecutivo”, aveva affermato Autostrade in una nota.

Non è detto che la riunione di oggi, secondo quanto scrive l’Ansa, sarà decisiva. Ma l’occasione per una conta – ovvero per uno scontro – nel governo è tutt’altro che da escludere. Fiducia da parte degli esponenti del Movimento 5 Stelle in Conte. Il premier con il dl milleproroghe potrebbe imporre la revoca. L’opposizione, con il leader della Lega Matteo Salvini, definisce “falso e ipocrita” il governo “alleato dei Benetton”.

Il nodo della questione sembra essere tutto nella quota che gli imprenditori debbano mantenere. I pentastellati sono per mettere fuori i Benetton. Pd e Iv sono più possibilisti. “Se superiamo lo scoglio Aspi il governo avrà vita lunga, magari con la possibilità di un rimpasto a settembre”, dice un’autorevole fonte del M5s all’Ansa. Segno che sulla revoca della concessione si gioca più che il solo dossier Autostrade.