Blitz, dalle prime ore di oggi, della polizia di Stato contro alcune storiche cosche della ‘ndrangheta che oltre ad operare nel territorio di origine, in Calabria, avevano infiltrato in modo significativo la regione Umbria. Il Servizio centrale operativo e le squadre mobili di Perugia, Catanzaro e Reggio Calabria, sotto la direzione delle Procure distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria, stanno eseguendo decine di arresti e sequestri per alcuni milioni di euro, nei confronti di appartenenti alle cosche Trapasso, Mannolo e Zofreo di San Leonardo di Cutro e Commisso di Siderno.

Maggiori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso il Centro polifunzionale della polizia di Stato di Catanzaro alla presenza del Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, del procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri e del direttore Centrale anticrimine della polizia di Stato, Francesco Messina.

BLITZ ANCHE A FIRENZE – Un’altra operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, finalizzata a contrastare il traffico di stupefacenti su larga scala. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Firenze stanno eseguendo, nelle province di Firenze, Pistoia, Pisa e Vibo Valentia, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale del capoluogo toscano, nei confronti di 8 persone. Le indagini, frutto di una precedente operazione conclusa nel maggio 2019, hanno permesso di disvelare un fiorente traffico di sostanze stupefacenti realizzato da cittadini albanesi nella provincia di Firenze, con il coinvolgimento di un soggetto contiguo alla ‘ndrangheta in provincia di Vibo Valentia.


Secondo gli inquirenti, sarebbe stato Valerio Navarra, residente in Toscana ma ritenuto contiguo a cosche della ‘ndrangheta di Zungri, a intrattenere nell’interesse delle ‘ndrine rapporti criminali con i trafficanti albanesi. Navarra, che è tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, si era trasferito dalla Calabria in Toscana nel 2016 per sottrarsi alla pressione degli investigatori nella regione di origine. L’uomo gestiva una pizzeria a Montecatini Terme (Pistoia), attività che gli investigatori ritengono fosse di copertura. La droga, secondo quanto scoperto nel corso delle indagini, veniva trasportata via mare dall’Albania all’Italia, veniva sotterrata lungo le coste della Puglia e poi trasportata in auto in Toscana, dove veniva acquistata dai grossisti albanesi per 800 euro al chilo e veniva rivenduta fino a 4.500 euro al chilo.

VALLE D’AOSTA – La Direzione investigativa antimafia di Torino ha sequestrato beni per un milione di euro al 61enne Antonio Raso, ritenuto affiliato al locale di ‘ndrangheta di Aosta e legato alle ‘ndrine Nirta, Mammoliti, Di Donato e Raso. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Torino, su proposta del direttore della Dia, generale Giuseppe Governale. Raso, attualmente detenuto e in attesa di giudizio, è stato arrestato dai carabinieri, nel gennaio di quest’anno, nell’ambito della operazione ‘Geenna’, per associazione mafiosa e per scambio elettorale politico-mafioso, afferente alle consultazioni del 2015. “Pienamente coinvolto nelle dinamiche dell’associazione criminale – si legge in una nota della Dia -, aveva promesso voti ad alcuni politici locali, poi eletti, in cambio di informazioni riservate, con l’intento di influenzare gli organi amministrativi di due Comuni della Valle d’Aosta ed agevolare così il sodalizio mafioso”. L’odierno decreto ha interessato quote di partecipazione in 3 società (una delle quali afferente ad un noto ristorante di Aosta), 2 immobili, 3 autovetture e diversi rapporti finanziari, stimati in oltre 1 milione di euro.

SEQUESTRATO ARSENALE – E’ stato sorpreso con un arsenale da guerra ed esplosivi. Per questo motivo, i carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato Domenico Gattuso, 47enne reggino, già condannato per favoreggiamento della latitanza di Vincenzo Ficara, noto esponente dell’omonima cosca di ‘ndrangheta, catturato in provincia di Macerata nel giugno del 2006 dai militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria. Tra il materiale sequestrato anche una bomba a mano, 2 chili di tritolo, 1 chilo di plastico, un chilo di polvere da sparo e diverse divise appartenenti al corpo dei vigili del fuoco.

In particolare, i carabinieri, durante un controllo alle zone rurali del capoluogo reggino, hanno deciso di perquisire un casolare di Rosario Valanidi, trovando una pistola con matricola punzonata, una doppietta, con canne e calciolo tagliati, due fucili a pompa con segni distintivi abrasi, una mitraglietta di fabbricazione artigianale cal. 9, un fucile semiautomatico cal. 12 con matricola punzonata, un fucile senza marca cal. 32, oltre 3.500 cartucce di vario calibro. Ma è all’interno di alcuni contenitori di plastica, a sembianza di innocui bidoni e tubazioni che i militari dell’Arma di Reggio e gli specialisti dei Cacciatori di Calabria hanno effettuato il ritrovamento più eclatante: una bomba a mano, 2 kg di tritolo, un kg di plastico, un kg di polvere da sparo e diverse divise appartenenti al corpo dei vigili del fuoco.

L’esplosivo, ad alto potenziale, per tipologia e quantitativo, è idoneo a distruggere un intero palazzo, potendo causare danni ingenti alle abitazioni circostanti. Il tritolo e il plastico ritrovato, infatti, sono esplosivi di tipo militare, non reperibili in commercio, mentre la bomba a mano ritrovata dai militari dell’Arma, proveniente dall’ex Jugoslavia, conferma la capacità della criminalità reggina di approvvigionamento di armi micidiali su canali internazionali. La sicurezza dei cittadini, viene messa sempre al centro dell’azione dell’Arma, per tale motivo l’Arma, grazie anche al corpo speciale del ‘Cacciatori Calabria’, orienta la propria attività di prevenzione a garantire la sicurezza della cittadinanza di tutta la provincia reggina, soprattutto nelle zone rurali aspromontane, attraverso la propria macchina molecolare, composta da oltre 90 Stazioni sul territorio e Reparti radiomobili di pronti intervento.