Di certo non la partenza che tutti si aspettavano. Le prenotazioni per il bonus terme, che partivano oggi sulla piattaforma di Invitalia ‘padigitale.invitalia.it’, sono state interrotte per i troppi click dei cittadini e il susseguente down del sito.

A comunicarlo è stata la stessa Invitalia, la società guidata dall’ex commissario all’emergenza Covid Domenico Arcuri, che ha sottolineato anche come le prenotazioni riprenderanno domani alle 12. Una sospensione legata a “motivi tecnici, dovuti all’alto numero di accessi registrati fin dall’avvio della sua attività”, scrive la società pubblica in una nota.

Un crollo dovuto all’elevato numero di accessi: una piattaforma era destinata esclusivamente agli enti termali (circa 500) ed era quindi stato progettato considerando un numero di utenti fino a dieci volte maggiore.

Una piattaforma e un click day bocciati da Massimiliano Schiavon, presidente Federalberghi Veneto: “Il provvedimento ha avuto molto successo, e tutta la categoria l’ha accolto con grande favore, così come i nostri clienti che ancora una volta hanno sancito il primato del Veneto a livello europeo come polo termale – rileva all’Adnkronos -. Il problema, però, è che se affidiamo le opportunità ad infrastrutture che all’avvio della procedura crashano siamo sempre punto e a capo. Il salto di qualità non lo abbiamo soltanto nell’immissione di misure che sono chiaramente positive, ma quando i meccanismi funzionano”.

Ma il flop del click day in realtà non è l’unico problema segnalato riguardo il bonus terme. Il Sole 24 Ore scrive infatti che la misura, 53 i milioni di euro stanziati, sarebbe già “quasi tutta esaurita”.

Già ieri, prima quindi del click day, molti centri termali dopo l’accreditamento sul sito di Invitalia, avevano già aperto le pre-prenotazioni invitando i cittadini alle iscrizioni: il click day sarebbe stato solo un formalismo per le aziende che devono farne richiesta. Il problema era infatti la discordanza rispetto a quanto scritto sul sito del Mise e di Invitalia: da una parte il ministero invitava a prenotarsi a partire dall’8 novembre; mentre su Invitalia veniva dato il via libera alle richieste contattando direttamente i centri inseriti nella lista.

A stroncare l’iniziativa del governo Draghi e affidata ad Invitalia è anche il Codacons. L’associazione dei consumatori rileva che il bonus “non solo è stato concepito male, ma è partito col piede sbagliato, portando oggi Invitalia a sospendere le prenotazioni“. Secondo il presidente Carlo Rienzi l’incentivo era infatti “errato già nella fase di concepimento perché non prevede limiti legati all’Isee, e proseguito ancora peggio dal momento che molte strutture sarebbero già in overbooking e non raccoglierebbero più prenotazioni“. Questo perché i centri termali, subito dopo l’accreditamento sulla piattaforma di Invitalia, “hanno iniziato a raccogliere le richieste di incentivo da parte dei cittadini, e hanno chiuso le pre-prenotazioni ancora prima della partenza ufficiale di oggi, avendo ricevuto un elevato numero di adesioni“, conclude Rienzi.

 

 

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.