“Avete sbagliato in Napoli-Atalanta?”. “In Napoli-Atalanta il gioco andava interrotto, certamente”. E’ il botta e risposta tra Carlo Ancelotti, allenatore del Napoli, e Nicola Rizzoli, designatore della serie A, nel corso del consueto incontro tra arbitri, tecnici e capitano a Roma. “Dopo questo potrei alzarmi e andare via perché sono contento di sapere che avete sbagliato” ha replicato Ancelotti prima di sollevare il problema principale: “Chi arbitra le partite? Perché a volte l’impressione mia è che a volte le partite vengono decise in determinati episodio dal Var e non dall’arbitro”.

L’episodio in questione è quello relativo a Napoli-Atalanta dello scorso 30 ottobre, gara terminata sul 2-2 ‘grazie’ al pareggio ottenuto in extremis dalla squadra orobica con Ilicic sul ribaltamento di fronte dopo un rigore solare non assegnato alla squadra di Ancelotti per fallo di Kjaer su Llorente. La non decisione dell’arbitro Giacomelli e dei colleghi del Var (diretto da Banti) fece andare su tutte le furie lo stesso tecnico emiliano, espulso nei minuti di recupero per aver chiesto di controllare con la tecnologia il contatto avvenuto in area di rigore bergamasca.

“Il problema principale – ha proseguito Ancelotti in conclusione d’intervento – è chi arbitra le partite, il direttore di gara, o il Var? Io so che Rocchi e Orsato arbitrano le partite, altri magari più giovani no e il Var deve essere di supporto e non decidere se c’è un episodio controverso dicendo: per me era rigore. Io accetto l’errore dell’arbitro non quello del Var”.

“Ancelotti non è stato duro ma convinto, come un allenatore del suo prestigio. Il confronto serve a fare chiarezza e migliorare. Posso assicurare Ancelotti che è sempre l’arbitro al centro del processo decisionale, e anche di revisione. La differenza la farà sempre il fattore umano”. E’ quanto aggiunge il designatore della Serie A Nicola Rizzoli dopo il botta e risposta con l’allenatore del Napoli.

“La statistica è alta, vuol dire che non stiamo arbitrando bene. Ma ci può stare, il regolamento è cambiato tanto. Gli errori netti sono stati dieci, uno a Genova perché non funzionava la telecamera. Ma mai errori sul fuorigioco”. Per Rizzoli il fallo di mano “è la regola più difficile da applicare, rimane molto complicata ed è difficile trovare uniformità. Si è passati dalla ‘volontarietà’ a ‘tocco’. La mia sensazione, però, è che non tutti abbiano visto quanto detto a Coverciano in estate e faccio il mea culpa perché saremmo dovuti andare in ogni società a spiegare il regolamento”.