Stava tornando a casa quando è stato accerchiato da dieci persone a bordo di scooter e prelevato con la forza dietro la minaccia di armi. E’ la storia di un operaio di 30 anni finito lo scorso febbraio 2020 nel mirino della camorra probabilmente a causa della disponibilità di denaro della famiglia.

Dopo l’irruzione, il giovane portato in un garage di Scampia, periferia nord di Napoli, è stato legato e segregato per numerose ore in attesa del pagamento del riscatto da parte della famiglia. Dei 50mila euro richiesti i malavitosi si sono ‘accontentati’ di 40mila prima di rilasciarlo.

La vicenda è stata ricostruita in questi mesi dai carabinieri e dalla Direzione Distrettuale Antimafia che dopo brevi indagini, partite in seguito alla denuncia della vittima, nelle scorse ore hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli nei confronti di 13 soggetti, gravemente indiziati di sequestro di persona a scopo di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

L’operazione, denominata “Raptum“, ha portato in carcere soggetti gravemente indiziati di appartenere ai diversi clan operanti nelle zone di Scampia, Miano, Piscinola, Rione San Gaetano, Marianella e Chiaiano, di qui l’ipotesi di una condivisione del progetto criminoso da parte degli esponenti delle compagini dei Lo Russo, degli Amato-Pagano e del clan Vinella Grassi con la finalità di auto-finanziamento.

L’elenco destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere:
1. ROSELLI Salvatore, classe 1976
2. CALEMMA Giuseppe, classe 1994
3. CONCILIO Pasquale, classe 1997
4. DI FRAIA Stefano, classe 1984
5. RIANNA Gennaro, classe 1991
6. MONTAGNA Ciro, classe 1997
7. CALDORE Gennaro, classe 1986
8. PECORELLI Nunzio, classe 1993
9. RAIA Costantino, classe 1976
10. GRIMALDI Nico, classe 1995
11. MINCIONE Emanuele, classe 1995
12. STRAZZULLI Giovanni, classe 1995
13. RONGA Antonio, classe 1993