Un qualunque giorno, in una qualunque prigione. Gli arabi in galera sono fastidiosi, alle sei di mattina già cominciano con le loro fumigazioni: la vaniglia dei papier d’armenie si mischia col lezzo dei bisogni mattutini dei detenuti. Chi passa per il carcere questo puzzo se lo porta dietro a vita. Qualche prigioniero non ha chiuso occhio tutta la notte, ha un nuovo compagno di pena. Un altro orfano. La razza peggiore. Sebastiano viene dalla Calabria, si guarda continuamente le mani: da bambino i suoi l’hanno chiuso in “collegio” e lui li ha persi. Nell’istituto c’era un agrumeto esteso. La sera i preti annusavano le mani ai bambini. E quando il profumo delle arance denunciava il loro peccato, colpivano i palmi aperti sino a farli sanguinare. Da grande Sebastiano faceva il custode in Aspromonte, ma gli ostaggi a lui affidati qualche volta finivano per morire. Così non servivano, gli dissero, e lo scacciarono dai monti. Finì nelle terre piane dell’Europa.

L’hanno beccato con diciotto chili di coca, ne avrà per vent’anni. Ha sempre un coltello in mano, il suo male prima o poi esploderà. Il letto sotto al suo è occupato da Andri: sua madre l’ha mollato una notte d’inverno, quando aveva sei mesi, davanti al Blakovon. Uno dei quattordici orfanotrofi di San Pietroburgo. Da grande ha fatto il macellaio nelle guerre sporche dei paesi occidentali in giro per il mondo. Il suo male aveva fatto paura ai suoi stessi padroni. Gli avevano detto che non sempre a un bravo assassino corrispondeva un buon soldato, e lo avevano scaricato per le strade d’Europa. Andri ha un ergastolo da scontare e ha sempre freddo e se ne sta con una coperta addosso, anche in mezzo ai quaranta gradi della cella. Anche lui prima o poi esploderà. Benjamin è nel letto accanto, viene dalla Carolina del Sud, aveva sei anni, suo padre era morto da meno di due, Ines, la madre, lo mollò sulla veranda di casa: salì sulla macchina di un giovanotto tutto muscoli. La radio mandava una stupida canzone di Nat King Cole. E lei sparì per sempre dalla sua vita, sulle note di everyone saying hello again. Benjamin ha rimediato trent’anni, per droga, canta sempre qualcosa nel giradischi immaginario che gli ruota in testa. Chi conosce il cuore degli orfani e la profondità del loro male, lo sa che sono destinati a implodere e a esplodere fino alla fine dei loro giorni. Non bisogna lasciare i bambini ai fantasmi, dopo non ci sarà rimedio.