Mentre nell’Aula della Camera a Montecitorio veniva approvato in via definitiva il divieto di produrre e vendere in Italia carne coltivata (carne sintetica), all’esterno di palazzo Chigi, a Roma, una delegazione di +Europa stava manifestando esibendo cartelli “pro carne” quando ha subito un tentativo di aggressione dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini. Tensione sempre più alta nel Paese dove al dialogo e al confronto sempre più spesso si sceglie di buttarla in caciara fino ad arrivare ad episodi di violenza come quello avvenuto oggi, giovedì 16 novembre. Perché oggi diventa sempre più difficile, o quanto meno a rischio, scendere in strada e manifestare.

L’Italia è il primo Paese in Europa ad introdurre il divieto di produrre e vendere carne coltivata con l’Assemblea di Montecitorio che ha approvato il disegno di legge con 159 sì, 53 no e 34 astenuti. Disegno di legge, presentato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che proibisce la produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali.

Carne sintetica, il video della lite davanti Palazzo Chigi

Manifestazione legittima quella di +Europa che però non è andata giù alla Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, con il presidente Prandini, così come si vede in numerosi video diventati virali sui social, che attraversa via del Corso, punta Benedetto Della Vedova, etichettato come “delinquente”, e cerca di aggredirlo fisicamente. Il deputato di +Europa riesce ad evitare l’attacco, poi l’intervento dei poliziotti evita che la situazione degeneri. Presente anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, che suggerisce ai presenti di portare via Prandini perché “è agitato”. Poi aggiunge: “Dovrebbe dimettersi, è un teppista”. Altre persone che hanno assistito alla scena non utilizzano mezzi termini: “Sono dei fascisti”.

Rientrato in Transatlantico, Della Vedova ha raggiunto il ministro Lollobrigida mostrando il video del tentativo di aggressione subita. “Andremo a fare denuncia” ha aggiunto, chiedendo poi allo stesso Lollobrigida e agli altri deputati presenti di non andare alla manifestazione di Coldiretti perché “può essere legittimata una aggressione contro il Parlamento”. Il ministro dell’Agricoltura ha espresso solidarietà a +Europa aggiungendo che “la violenza non è mai uno strumento di battaglia politica”.

Successivamente è lo stesso Della Vedova a raccontare in Aula, prima del voto sul ddl, quanto avvenuto: “Durante le dichiarazioni di voto sono andato sotto Palazzo Chigi per fare una foto con un volantino che testimoniava la nostra posizione” sul ddl sulla carne coltivata, “noi eravamo sotto Palazzo Chigi e a un certo punto arriva prima un signore con le insegne di Coldietti, dopo qualche secondo arriva come un ossesso il presidente di Coldiretti Prandini, arriva contro di me … ‘Delinquente delinquente‘ e continua a urlare ‘delinquente’ e cerca di riaggredirmi. Fortunatamente gli agenti della Digos lo allontanano poi arriva la polizia”. Infine aggiunge: “Trovo di una gravità assoluta che, non il militante, ma il presidente di una delle più importanti organizzazioni, la più grande associazione sindacale degli agricoltori, si senta legittimato ad attraversare la strada per aggredire un parlamentare Della Repubblica per le parole pronunciato in quest’Aula. Noi andremo a fare denuncia”, ha concluso.

A stretto giro arriva la replica di Prandini: “”Anche io sto andando a denunciare Benedetto Della Vedova. E’ lui che è venuto a provocare ed è lui che deve chiedere scusa ai lavoratori”. Poi aggiunge: “Lui è venuto verso i lavoratori che sono qui da stamattina con il cartello “Coltivate l’ignoranza” e ho dovuto reagire perché io rappresento questi lavoratori”, racconta Prandini.

Redazione

Autore