Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano accusato di abuso di ufficio e falso per l’affidamento di locali per la cura di minori, può riprendere il suo mandato. Lo ha detto il Prefetto di Reggio Emilia Maria Grazia Forte, interpellata sulla decisione della Cassazione di annullare l’obbligo di dimora nei confronti del primo cittadino del Partito Democratico, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni” sul presunto sistema illecito di affidi dei minori in val d’Enza.

IL RITORNO DA SINDACO – “Tecnicamente – ha precisato il prefetto – poteva già farlo quando il 20 settembre scorso gli sono stati revocati gli arresti domiciliari”, ha affermato la Forte, che aveva sospeso temporaneamente il sindaco dal suo ruolo vista la misura cautelare nei suoi confronti. Il Riesame in realtà avendo applicato l’obbligo di dimora per Carletti, residenti ad Albinea, non aveva concesso al sindaco di mettere piede nella sede del Comune dove è primo cittadino. Con la decisione della Cassazione Carletti, senza bisogno di ulteriori atti o revoche prefettizie, potrà tornare a svolgere quotidianamente il ruolo di sindaco. Carletti potrà ora affrontare il processo, assieme agli altri 28 indagati, a piede libero.

LA REAZIONE DEL PD – Dopo la decisione della Cassazione di revocare l’obbligo di dimora a Carletti si è scatenata anche una forte reazione dal Pd, il partito finito nel mirino dalle altre forze politiche, Lega e Movimento 5 Stelle su tutte. “La campagna indecente contro il Pd e il sindaco di Bibbiano non si dimentica – ha detto il segretario Dem Nicola Zingaretti – Oggi c’è una altra domanda: chi chiederà scusa ad Andrea Carletti e alle persone messe alla gogna ingiustamente? La giustizia sta facendo chiarezza e ha tutto il nostro sostegno. A chi ha utilizzato una storia di cronaca giudiziaria per organizzarci una campagna politica dico nuovamente: vergognatevi!”, conclude il segretario del Pd.