“Nessuna perquisizione è stata effettuata in alcuna società del Gruppo Romeo o comunque riferibile al sottoscritto, né tanto meno in una mia abitazione”. A dichiararlo è l’imprenditore Alfredo Romeo che, non nascondendo “stupore e rassegnata indignazione”, smentisce così le notizie apparse su alcuni giornali in merito all’indagine avviata dalla Procura di Firenze sui finanziamenti alla Fondazione Open, creata dall’avvocato Alberto Bianchi per finanziare l’attività politica di Matteo Renzi.

“Se questo dovesse accadere  nelle prossime ore – aggiunge Romeo – non è dato sapere. Ma sarebbe evidente che qualcuno ha passato informazioni di particolare delicatezza alla stampa, senza che il sottoscritto o la Romeo Gestioni fossero messi formalmente al corrente di una simile grave iniziativa”. La Romeo Gestioni, sottolinea l’imprenditore, “non sarebbe mai e per nessuna ragione interessata a simile inchiesta, perché non rientra nelle sue attività quella di finanziare una qualunque parte politica”.

L’imprenditore si dice “sorpreso” per “l’enfasi data a simili false notizie” in riferimento a quanto riportato da diversi quotidiani sulle perquisizioni avvenute negli uffici della Romeo Gestioni e anche in una delle abitazioni dello stesso Romeo.  “L’universo mondo – spiega l’imprenditore – è a conoscenza di un finanziamento di 60mila euro, legale, trasparente e tracciato, che fu fatto da me, libero cittadino incensurato, il 5 novembre del 2012 a favore dell’allora Associazione Big Bang alla vigilia delle primarie per la guida del Pd tra Renzi e Bersani e che videro la vittoria di quest’ultimo. Un finanziamento effettuato da una società fondiaria e di investimento del Gruppo, operante soltanto nel campo privato, e che non coinvolgeva Romeo Gestioni in nessuna delle sue attività amministrative, né tanto meno operative”.

Romeo ricorda inoltre che “è agli atti amministrativi che un altro finanziamento fu fatto, con identiche modalità, alla Fondazione Magna Carta dell’onorevole Gaetano Quagliariello, tra la fine del 2015 e il 2016, per sostenere, sempre in modo trasparente e legale attraverso la Fondazione, la nascita del nuovo giornale di Maurizio Belpietro, ‘La Verità‘, giornale che purtroppo spesso trasfigura proprio la verità. Questo giornale, infatti, nella cronaca di queste ore, riesce a sommare una serie di falsità e di inesattezze assolutamente sconcertante. Non ultima il fatto che Matteo Renzi avrebbe restituito l’importo del finanziamento del 2012. Un falso”. Romeo conclude informando che “sono già state avviate le pratiche per querele, diffide e richiesta di danni a tutte le testate giornalistiche, e alle rispettive firme, che si sono prestate alla diffusione di tante false e strumentali informazioni”.