“È un maledetto virus dannato, ti arriva addosso e non te ne rendi conto”. Una descrizione secca, senza fronzoli, di in incubo in cui è piombato e che non si aspettava. L’ex campione di nuoto Giorgio Lamberti, primo italiano a vincere nel 1991 una medaglia d’oro ai Mondiali, a Perth, in Australia, nei 200 mt stile libero, ha descritto così al Tg1 la sua lotta contro il virus.

Lamberti, 52 anni compiuti il 28 gennaio scorso, è attualmente ricoverato nel reparto di terapia subintensiva agli Spedali Civili di Brescia. Si toglie la mascherina per un momento e ai microfoni della tv pubblica spiega com’è affrontare il Coronavirus: “Questa è la mia vasca più complicata, ma va affrontata fino all’ultima bracciata, senza mollare mai”, spiega prima di rimettersi la maschera per l’ossigeno.

Lamberti fino a pochi giorni fa non aveva mostrato alcun problema fisico, poi la scoperta della positività e la necessità del ricovero nell’ospedale di Brescia a causa di un peggioramento improvviso delle condizioni. “Gareggiare per un titolo mondiale è una cosa, lottare per la vita tutt’altro”, aggiunge Lamberti, primo italiano a stabilire un record mondiale e inserito nel 2004 nella Hall of Fame del nuoto internazionale, secondo nuotatore italiano della storia dopo Novella Calligaris.

Proprio Brescia è una delle città più colpite in Italia da questa nuova ondata di contagi dovuti in particolare alla presenza sempre più diffusa della variante inglese. Soltanto lunedì la direzione degli Spedali Civili di Brescia aveva rilanciato l’allarme sull’andamento dell’epidemia: “Da cinque giorni il tasso di saturazione delle terapie intensive è oltre il 90%”, era stato l’avvertimento dei sanitari. Anche ieri, martedì 9 marzo, la provincia di Brescia ha registrato ben 729 nuovi casi, peggio solo di Milano tra le province lombarde.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.