Fonti della Lega smentiscono l’incontro di Salvini nella casa romana del professore Sabino Cassese, trapelata pochi minuti prima. Cassese, che risulta comunque uno dei nomi senza tessere di partito e super partes, è ex ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi, giudice emerito della Corte costituzionale, editorialista del Foglio e del Corriere della Sera. Il leader del Carroccio aveva dichiarato poco prima: “La soluzione può essere vicina” e si è reso disponibile a incontrare, come da richiesta, il segretario del Partito democratico Enrico Letta.

Giudice emerito della Corte Costituzionale e ministro del Governo Ciampi, Sabino Cassese è una delle personalità più conosciute sia a livello giuridico che politico, visti i diversi incarichi ricoperti nella sua lunga carriera. Subito dopo essere andato in pensione, il giurista è diventato giudice emerito della Corte Costituzionale.

Nato ad Atripalda in provincia Avellino, il 20 ottobre 1935, figlio dello storico Leopoldo Cassese e fratello di Antonio, giurista esperto di diritto internazionale. Sabino Cassese è un esperto giurista e celebre accademico, oltre che giudice emerito della Corte costituzionale. Dal 1952 al 1956 è stato allievo del prestigioso Collegio Medico-Giuridico (allora annesso alla Scuola Normale Superiore di Pisa, oggi inglobato nella Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant’Anna) e si poi è laureato con lode all’Università di Pisa e diplomato presso la Scuola Normale Superiore – Collegio giuridico con pieni voti nel 1956.

Nel 1993 il presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi lo ha nominato Ministro per la funzione pubblica, un incarico ricoperto per poco più di un anno, già negli anni precedenti il giurista era entrato in Parlamento e a Palazzo Chigi come presidente di diverse Commissioni. Nel 2013 il Partito Democratico aveva pensato a lui come presidente della Repubblica anche se alla fine la maggioranza ha scelto la riconferma di Giorgio Napolitano.

Negli ultimi anni si è dedicato all’attività di giornalismo collaborando come editorialista con il Corriere della Sera e Il Foglio. Un’opportunità per esprimere le proprie idee come fatto nel 2016 quando ha preso una posizione a favore del sì al referendum confermativo della Riforma costituzionale voluto da Renzi e dall’ex ministra Boschi.

In un’intervista a Repubblica rilasciata lo scorso dicembre disse: “Checché se ne dica, il Presidente della Repubblica ha un grande potere, superiore a quello di un presidente degli Stati, se è omogeneo al governo ed è espressione della maggioranza parlamentare. Potrebbe, nel caso di un leader politico, potenzialmente disporre dei numeri necessari per fare passare i provvedimenti che gli stanno a cuore. Ecco perché si è sempre evitato di scegliere un capocorrente”. Esperto di inquilini del Quirinale, ha curato un’opera in due volumi: “I presidenti della Repubblica – Il capo dello stato e il Quirinale nella storia della democrazia italiana”.

L’11 dicembre scorso partecipò ad Atreju, la tradizionale festa di Fratelli d’Italia. In quell’occasione prese parte al dibattito ‘Analisi, necessità e prospettive di una riforma dello Stato in senso presidenziale’. “Se intendo sostenere la proposta di riforma costituzionale in senso presidenzialista presentata da Fratelli d’Italia? Direi certamente”.

Riccardo Annibali