È morto per covid al carcere Due Palazzi di Genova Donato Bilancia. Era stato condannato a 13 ergastoli per 17 omicidi e 16 anni per un tentato omicidio ed era diventato tristemente noto con i soprannomi di “mostro dei treni” o de “il serial killer delle prostitute” per i delitti a lui attribuiti tra il 1997 e il 1998 tra la Liguria e il Piemonte. Venne arrestato nel 1998.

Bilancia era nato a Potenza, capoluogo della Basilicata, nel 1951. Oscuro il movente dei suoi delitti nonostante la confessione fiume resa dopo la cattura. Alcune vittime furono colpite sui treni: perciò l’allarme sociale, i convogli blindati dalle Ferrovie e il soprannome. Dagli amici del bar si faceva chiamare Walter. Tra i suoi delitti più efferati quello del 12 aprile 1988, quando scassinò la porta del bagno dell’Intercity La Spezia-Venezia e sparò a Elisabetta Zoppetti.

Bilancia fu arrestato l’11 maggio 1998. A tradirlo i mozziconi di sigaretta: le tracce del Dna sul luogo del delitto di Evelyn Tessy Adodo – prostituta nigeriana uccisa a Cogoleto il 19 marzo 1998 con un colpo di pistola calibro 39 alla testa – furono decisive. A incastrarlo anche la testimonianza di Pino Monello, proprietario dell’automobile usata da Bilancia, e l’identikit fornito dalla transessuale Lorena, sfuggita all’uomo. Inizialmente fu detenuto nel carcere di Marassi a Genova, poi venne trasferito a Genova negli ultimi anni.