Meuccio Ruini (Reggio Emilia, 14 dicembre 1877 – Roma, 6 marzo 1970) fu due volte ministro e presidente del Senato. Eletto deputato nel 1913 con la lista radicale, era vicino a Nitti, con il quale condivideva l’impegno per il Meridione. Interventista, si arruolò volontario allo scoppio della prima guerra mondiale. Antifascista, prese parte alla secessione dell’Aventino (1924) e si ritirò a vita privata per tornare in campo dopo il 1942, quando partecipò alla lotta clandestina contro il regime.

Esponente del Partito democratico del lavoro, fu ministro dei Lavori pubblici (dicembre 1944-giugno 1945) e presidente del Consiglio di stato (1945-48: suo capo di gabinetto fu il giovane economista Federico Caffè). Nel 1947 presiedette la Commissione dei 75 incaricata di redigere la Costituzione. Presidente del Senato dal marzo al giugno del 1953, fu contestato per l’atteggiamento assunto sulla legge truffa. Dopo che questa passò con la fiducia, Pci e Psi annunciarono alla stampa la volontà di denunciare il costituente per attentato contro la Costituzione. Non accadde mai.