Ho letto con attenzione, ma temo che non l’abbiano fatto in molti, il rapporto della missione Aiea che si è recata pochi giorni fa in Ucraina alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Un capolavoro di diplomazia, per non dire di ipocrisia. La domanda più urgente rimane senza risposta: “Chi sta bombardando la centrale nucleare di Zaporizhzhia?”. Sono gli ucraini che vogliono rischiare l’incidente pur di imporre una zona di emergenza attorno alla centrale e il ritiro delle truppe russe, oppure sono i russi che paradossalmente bombardano se stessi e la centrale nucleare che è nelle loro mani? 

Sappiamo altre cose da questo rapporto. Sappiamo ad esempio che il personale ucraino è sottodimensionato, sono 907 ma dovrebbero essere 1230. Sappiamo che lavorano sotto pressione e che sono controllati dai militari russi e da undici funzionari del Rosatom, l’agenzia nucleare russa. 

Sappiamo che ci sono due mezzi corazzati e diversi camion militari russi che controllano gli accessi alla centrale. Sappiamo che i vigili del fuoco in servizio dovrebbero essere 150 invece ce bene sono solo 80. Sappiamo che alla fine di agosto c’erano due dei tre reattori nucleari in funzione, entrambi collegati alla rete ucraina e che paradossalmente continuavano a fornire energia e che il 3 settembre uno dei due era ancora in funzione. 

Il resto lo dobbiamo solo supporre. Supporre che i russi vogliano prima o poi staccare la spina e legarla alle terre da loro liberate o occupate del Donbass e della Crimea. Come dobbiamo supporre che siano gli ucraini a tirare sulla centrale di Zaporizhzhia rischiando l’incidente pur di arrivare a una situazione di emergenza che imponga l’intervento delle Aiea. 

Tony Capuozzo