Nonostante le campagne per il clima, le piazze invase da giovani in mezzo mondo al seguito dalla battaglia nel nome dell’attivista svedese Greta Thunberg, i livelli di gas serra hanno raggiunto un nuovo record. A dirlo è stata l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) nel bollettino pubblicato oggi.

NESSUN CALO DELLE EMISSIONI – Una tendenza che secondo gli esperti si traduce in “impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, con temperature in aumento, condizioni meteo più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri”. Altro allarme viene rilanciato dal segretario generale dell’Omm, Petteri Taalas, che ha spiegato come “non è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo”.

I DATI ALLARMANTI – Rispetto al 2017 il bollettino pubblicato dall’Omm sui gas serra ha dimostrato che nel 2018 la concentrazione globale di anidride carbonica (CO2) ha raggiunto le 407,8 parti per milione, rispetto alle 405,5 parti per milione (ppm) dell’anno precedente. Un aumento sull’anno vicino a quello osservato negli anni precedenti e di poco superiore alla media dell’ultimo decennio. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell’Artico remoto, aree montane e isole tropicali.

Talaas ha inoltre sottolineato che non vi è stato nessun calo “nella concentrazione di gas serra nell’atmosfera nonostante tutti gli impegni previsti dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici”, concludendo con un confronto da brividi: “Vale la pena ricordare che l’ultima volta che la Terra ha sperimentato una concentrazione comparabile di CO2 è stata 3-5 milioni di anni fa. Allora, la temperatura era più calda di 2-3 gradi, il livello del mare era di 10-20 metri più alto di adesso”.