L’umanità, che sta subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici, deve scegliere tra la “speranza” di un mondo migliore agendo ora o “la capitolazione”. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres all’apertura della COP25, l’annuale Conferenza delle parti sul cambiamento climatico che si sta svolgendo a Madrid, in Spagna.

“Vogliamo davvero restare nella storia come generazione di struzzi, che passeggiava mentre il mondo bruciava?”, ha aggiunto il segretario parlando davanti ai rappresentanti dei circa 200 paesi firmatari dell’accordo di Parigi, tra cui circa 40 capi di stato e di governo.

La Cop25 si terrà a Madrid fino al 13 dicembre sotto la presidenze del Cile, che ha però dovuto rinunciare a ospitarla per i disordini recenti. Ne fanno parte 196 Paesi più l’Unione europea; gli Stati Uniti manderanno una delegazione, malgrado il ritiro deciso da Trump dall’accordo di Parigi del 2015, che prevede l’obiettivo di contenere l’innalzamento della temperatura globale entro i 2 gradi rispetto all’epoca preindustriale.

I 5 ANNI PIU’ CALDI DELLA STORIA – Alla vigilia dell’incontro, anticipando un rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale che sarà pubblicato questa settimana, Guterres ha confermato che, senza sorprese, il 2019 sarà tra i 5 anni più caldi. “Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati”, ha detto, facendo un elenco degli effetti devastanti e sempre più spesso “mortali” del riscaldamento globale: l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento delle calotte polari, la siccità. Esempi le cui immagini hanno fatto il giro del mondo sono l’acqua alta record a Venezia e gli incendi in Amazzonia. Senza contare che l’inquinamento atmosferico, associato ai cambiamenti climatici, uccide ogni anno sette milioni di persone.

GLI OBIETTIVI PER IL CLIMA – Per mantenere i cambiamenti climatici entro limiti gestibili, i paesi dovrebbero limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi, raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030. “Ciò che manca ancora è la volontà politica”, l’affondo di Guterres, che ha comunque mantenuto aperta la “speranza”.

SCONTRI A NAPOLI PER LA COP21 – Gli attivisti di Fridays for future hanno occupato l’ingresso di Castel dell’Ovo, a Napoli, in occasione della Cop21 Mediterranea. Le forze dell’ordine hanno trascinato i manifestanti che si erano seduti a terra sul ponte per bloccare l’entrata. “L’evento che ospiterà i ministri dell’ambiente di tutto il Mediterraneo è un contenitore vuoto che non solo non prenderà alcuna soluzioni ma non ha neanche in programma discussioni in merito al cambiamento climatico”, spiegano i contestatori del Fff Napoli.