Nel Consiglio dei Ministri del 12 gennaio sono state approvate anche altre modifiche al decreto varato appena due giorni prima: prolungando il bonus di 200 euro per tutto il 2023. In un primo momento la proroga era stata prevista fino a fine marzo, poi estesa al 31 dicembre 2023. Il voucher per sostenere una spesa di carburanti è stato introdotto a marzo scorso, a seguito dell’aumento della quotazione delle materie prime energetiche che ha fatto impennare i prezzi di benzina e diesel per gli autotrasporti e le bollette di luce e gas, creando una vera e propria crisi energetica. Lo scopo è di aiutare i lavoratori, in particolare i pendolari, con un incentivo fornito su iniziativa delle aziende private e dei datori di lavoro.

Sul bonus benzina non vengono pagate imposte, tasse e contributi e lo sconto è deducibile ai fini Irpef e Ires, senza concorrere alla formazione del reddito del dipendente.

DECIDE IL DATORE DI LAVORO – Non c’è bisogno di presentare alcuna domanda ma spetta all’azienda la valutazione: ovvero se offrire il bonus e su come selezionare la platea. Nel caso in cui il dipendente venga selezionato, riceverà l’incentivo in maniera automatica. Non esistono, inoltre, dei requisiti o dei limiti di reddito a cui è necessario aderire, proprio perché è compito e scelta del datore di lavoro individuare una platea di beneficiari. Per il bonus non è vincolante nemmeno il ruolo che ciascun lavoratore ricopre, quindi lo sconto è potenzialmente rivolto a tutti: lavoratori con contratto a tempo indeterminato, a termine, parti-time, di smart working, apprendisti, stagisti o lavoratori a progetto.

Rientrano nell’ambito di applicazione anche i soggetti che non svolgono un’attività commerciale e i lavoratori autonomi, sempre che dispongano di propri dipendenti. Sono compresi tra i beneficiari anche gli studi professionali. I buoni possono essere corrisposti dal datore di lavoro da subito, senza necessità di preventivi accordi contrattuali.

BUONI O BENEFIT – I beni e i servizi erogati nel periodo d’imposta dal datore di lavoro a favore di ciascun lavoratore dipendente possono raggiungere un valore di 200 euro per uno o più buoni benzina e un valore di 258,23 euro per l’insieme degli altri beni e servizi (compresi eventuali ulteriori buoni benzina). I lavoratori potranno dunque usufruire dell’incentivo in due modi: attraverso buoni benzina o simili oppure ancora tramite benefit aziendali. In questo caso, se incluso nei piani sindacali, non verrà sommato al limite di non imponibilità dei benefit, pari a 258,23 euro.

In questo secondo caso, se il dipendente sceglie l’opzione del benefit aziendale per usufruire del buono carburante, si potrà usufruire di alcuni vantaggi fiscali. Nel caso in cui il dipendente chieda l’erogazione dei premi di risultato in buoni benzina, invece, il lavoratore avrà diritto all’esenzione da imposta sia per il paniere di beni e servizi offerti fino ad un valore di euro 258,23, sia per i predetti buoni benzina per un valore di 200 euro.

 

Redazione