Diverse le segnalazioni dei candidati
Concorso in magistratura, la presunta fuga di tracce e la commissione senza l’esperto di amministrativo: le polemiche arrivano in Parlamento
Dopo giorni di contestazioni da parte dei candidati e le richieste di chiarimenti sulle modalità di svolgimento delle prove scritte, il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, capogruppo in Commissione Giustizia a Palazzo Madama, ha presentato ieri un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio chiedendo di fare luce su quanto accaduto durante la selezione per 450 nuovi magistrati.
Al centro dell’iniziativa parlamentare ci sono due questioni. La prima riguarda le presunte fughe di notizie sulle tracce d’esame. La seconda, già segnalata prima dello svolgimento delle prove, riguarda invece la composizione della commissione esaminatrice.
“Nel concorso per 450 nuovi magistrati che si è svolto nei giorni scorsi a Roma, le tracce ministeriali oggetto della prova scritta di diritto penale sarebbero circolate nelle chat di alcuni candidati già dal giorno precedente”, scrive Scalfarotto nell’interrogazione. Il riferimento è alle segnalazioni emerse dopo la conclusione delle prove e rilanciate da numerosi partecipanti al concorso.
Secondo quanto ricostruito, durante la prova di diritto civile alcuni candidati avrebbero rinvenuto sulla cattedra posta di fronte alla commissione esaminatrice alcuni fogli contenenti riferimenti alle successive tracce di diritto penale. Nelle ore successive tali argomenti sarebbero circolati attraverso messaggi e chat tra candidati, per poi coincidere in parte con quelli effettivamente predisposti per la prova del giorno seguente.
“Un fatto che denota una profonda mancanza di attenzione”, osserva Scalfarotto, ricordando che la stessa commissione avrebbe trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Roma.
L’interrogazione riporta l’attenzione anche su un’altra vicenda che aveva suscitato perplessità già prima dell’inizio degli scritti. Si tratta dell’assenza, all’interno della commissione, di uno specialista di diritto amministrativo nonostante la materia fosse prevista tra quelle oggetto delle prove.
Una circostanza che aveva generato numerose critiche. Il Consiglio superiore della magistratura, che ha nominato la commissione presieduta dall’ex presidente della Corte d’Appello di Bari Franco Cassano, aveva preso atto della situazione spiegando che non vi erano più i tempi tecnici per procedere a una nuova nomina. Una spiegazione che tuttavia non aveva spento le polemiche.
Proprio su questo punto insiste il senatore di Italia Viva, chiedendo al ministro di chiarire non soltanto quanto accaduto durante le prove ma anche le anomalie relative alla composizione dell’organo esaminatore.
Nel frattempo continuano ad emergere segnalazioni da parte dei candidati. Tra quelle più ricorrenti vi sono i dubbi sulle modalità di predisposizione delle tracce e sulle procedure seguite dalla commissione nei tre giorni di esame. Diversi partecipanti si interrogano in particolare su un aspetto: le tracce sarebbero state elaborate tutte insieme prima dell’inizio del concorso oppure giorno per giorno, come previsto dalle regole?
Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate. Ma il fatto che la vicenda sia arrivata in Parlamento dimostra come il caso abbia ormai assunto una dimensione che va oltre il malcontento dei candidati e che rischia invece di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro e contenzioso.
Al momento, comunque, dal Ministero della giustizia e dalla commissione esaminatrice non sono arrivate risposte ufficiali.
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