Ha fatto molto discutere il caso dei leader del Movimento 5 Stelle, il comico e Garante Beppe Grillo e l’avvocato ed ex premier Giuseppe Conte, invitati all’ambasciata cinese a Roma. Mentre in Cornovaglia si teneva il G7, con il Presidente americano Joe Biden e il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, dove si parla anche di Cina e Russia, i grillini verso Xi Jinping e il suo ambasciatore Li Junhua. Alla fine Conte ha declinato, saltato l’incontro che sarebbe stato un vero e proprio esordio da leader del Movimento.

Giornata piuttosto piena, quella dei due, con il confronto all’hotel Forum di Roma. Al centro il nuovo statuto, e da chiarire forse anche il ruolo dello stesso garante. Da mettere a punto anche la nuova piattaforma Odoo, dopo la fine dei rapporti burrascosi con Rousseau, gestita per conto del Movimento dalla Isa srl, una società viterbese.

Dopo che l’indiscrezione della visita è trapelata, i due si sono attirati le critiche di tutto l’arco politico. “In molti si chiedono perché Grillo accompagnerà oggi Conte dall’ambasciatore cinese. La risposta è facile: per far ricevere al prossimo capo del M5S la benedizione di Pechino. È la conferma di quello che abbiamo visto in questi anni al governo della Nazione: i grillini sono la quinta colonna del regime cinese in Italia”, va giù duro la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. “Nel giorno in cui inizia il G7, con Mario Draghi che rafforza la cooperazione transatlantica e si pone come interlocutore di primo livello di Biden per tutta l’Unione Europea, non possono esserci spazi per ambiguità con Cina e Russia”, ha osservato invece il dem Enrico Borghi.

Alla fine Conte non ha partecipato all’incontro, per motivi personali ha detto, ma in una nota diffusa in serata ha legittimato l’iniziativa, anzi: “Per impegni e motivi personali, non ho potuto essere presente all’incontro con l’ambasciatore cinese. Ho incontrato già nelle scorse settimane vari ambasciatori e leader politici stranieri. L’ho fatto quale ex-presidente del consiglio e leader in pectore del M5s. Ho già preannunciato che il neo-Movimento avrà un respiro marcatamente internazionale. Faremo in modo che l’esperienza che ho maturato a livello internazionale sia un valore aggiunto per un Movimento che intende rinnovarsi profondamente. Le polemiche sollevate in queste ore sono del tutto pretestuose – ha continuato Conte – D’altronde le sfide più complesse che la politica deve affrontare hanno una dimensione globale e programmare un’azione meramente domestica significa pregiudicarsi la possibilità di un’azione politica veramente efficace”.

Certo è che le ambiguità del M5s in politica estera – con la vicinanza alla Cina, quindi l’appoggio al progetto “One belt, oneroad”, gli incontri con i gilet gialli, i rapporti con la Russia – non sembrano certo andare verso un rinnovamento alla luce di questo incontro.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.