Lei voterebbe per Macron se fosse leader di un partito francese?”. Basta questa domanda per mettere in difficoltà Giuseppe Conte, leader di un Movimento 5 Stelle in caduta libera, protagonista in questi anni di giravolte clamorose pur di restare al Governo. E l’ex premier porta avanti la “coerenza” grillina anche sul secondo turno delle presidenziali in programma domenica 24 aprile in Francia che vedono in corsa Emmanuel Macron e Marine Le Pen. L’obiettivo è non esporsi per non scontentare nessuno, populisti in primis.

Conte, ospite a Otto e mezzo su La7, va in difficoltà alla domanda della conduttrice Lilli Gruber e alla fine preferisce non esporsi. “Se fossi il leader di un partito francese darei sicuramente una indicazione di voto ma sono il leader di un partito italiano” risponde Conte beccandosi il disappunto di Massimo Giannini, direttore de La Stampa (“Delusione profonda…”).

“Il Movimento 5 Stelle non partecipa alle elezioni francesi” prova ad argomentare, poi la chicca: “Nonostante le nostre politiche sono distante da quelle del partito della Le Pen, mi son permesso di dire che delle questioni poste da lei sono temi attuali”. Parole spezzettate che vengono continuamente interrotte da Gruber che taglia corto: “Lei è totalmente ambiguo su questo perché siccome rappresentano due mondi molto diversi constatiamo che il leader del Movimento 5 Stelle non prende una posizione chiara”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.