Il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato alla Camera dei Comuni le nuove misure restrittive messe in campo dal governo per arginare la diffusione del Covid-19, che rimarranno probabilmente in vigore “per sei mesi“.

Tra queste, lo smart working per chi può, la chiusura anticipata alle 22 per bar e ristoranti a partire da giovedì, l’obbligo di indossare mascherine per il personale dei negozi e delle strutture ricettive e nei taxi, l’obbligo legale di rispettare le norme anti-Covid-19 nei posti di lavoro, il limite di 15 invitati ai matrimoni e lo stop all’allentamento delle regole per le gare sportive. Le nuove restrizioni “probabilmente rimarranno in vigore per sei mesi” e “se necessario il governo andrà oltre”, ha detto Johnson, che ha definito la prospettiva di una seconda ondata “reale”. Il Regno Unito si trova a un “pericoloso punto di svolta” e “dobbiamo agire ora”, ha detto il premier riferendo alla Camera dei Comuni.

L’annuncio arriva il giorno dopo che i principali consulenti scientifici e medici del governo britannico hanno affermato che le nuove infezioni da coronavirus raddoppiano ogni sette giorni nel paese e potrebbero salire a 49.000 al giorno entro la metà di ottobre se non si farà nulla per arginare l’ondata.

Lunedì, il governo ha segnalato 4.300 nuovi casi, il dato più alto da maggio. Londra ha gradualmente aumentato le restrizioni con l’aumento dei casi, incluso il divieto di grandi assembramenti. Ma le misure sono meno rigorose rispetto al lockdown imposto a marzo, allentato a partire da giugno, quando i casi hanno iniziato a diminuire.

I principali esperti medici di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord lunedì hanno portato l’allarme Covid-19 nel Regno Unito dal livello tre al quattro, il secondo più alto, su consiglio del Joint Biosecurity Centre. I medici hanno riferito che i casi di Covid-19 stanno aumentando “rapidamente” e probabilmente “in modo esponenziale”.