Sulla scia delle decisioni prese già da altre grandi multinazionali anche la Ferrero decide di premiare i suoi operai che hanno garantito la continuità aziendale durante l’emergenza coronavirus. La multinazionale produttrice della Nutella, uno dei prodotti più famosi e venduti al mondo, ha fatto sapere che ai dipendenti della rete vendita e della logistica, che hanno continuato a lavorare tra il 16 marzo e il 24 aprile, l’azienda verserà a ciascuno 750 euro lordi, parametrati sulle effettive ore di lavoro condotte. Una scelta, spiega l’azienda in una nota, presa “con la mente rivolta all’emergenza presente ma anche al futuro, quando l’Italia sarà chiamata a ripartire nell’interesse di tutti”.

La scelta della Ferrero va nella stessa direzione di quella intrapresa da altri produttori della filiera alimentare, una delle categorie la cui attività non è stata fermata dai decreti governativi con l’obiettivo di assicurare prodotti e servizi agli italiani. Il primo a prenderla il Pastificio Rana che lo scorso 23 marzo ha varato “un piano straordinario – si leggeva in una nota – di aumenti salariali del valore di due milioni di euro come speciale riconoscimento dell’impegno dei 700 dipendenti presenti nei cinque stabilimenti in Italia che stanno garantendo, anche in questo momento così difficile, la continuità negli approvvigionamenti alimentari”.

L’elenco delle aziende che hanno scelto di premiare i propri lavoratori si va così via via allungando e comprende Rana, Heineken, Colussi, Nestlé, Barilla, Mutti, Lactalis con Galbani e Parmalat. E poi Sigaro Toscano, Aia Tre Valli. La lista è compilata dalla Uila-Uil (Unione Italiana dei Lavoratori Agroalimentari), il cui segretario ha commentato: “È una decisione che abbiamo sollecitato nei giorni scorsi. La Uila ha chiesto al governo di prorogare e di aumentare anche per il mese di aprile il bonus di 100 euro previsto dal decreto ‘Cura Italia’ e alle aziende di sostenere adeguatamente l’impegno e la presenza dei lavoratori in fabbrica”.

Oltre alla tendenza del riconoscimento e il premio, monetario, del lavoro dei dipendenti delle filiere alimentari e necessarie durante l’emergenza, si aggiunge anche l’esempio di top manager che si riducono lo stipendio. Mike Manley, ceo di Fca, ha fatto sapere nella serata di lunedì 30 marzo che si dimezzerà lo stipendio a partire dal mese di aprile e per la durata di tre mesi. “Proteggere la salute finanziaria dell’azienda è responsabilità di tutti – si legge in una nota di Manley – a partire naturalmente da me e dal team di leadership. Al fine di raggiungere questo obiettivo e per evitare una riduzione del personale nel secondo trimestre, abbiamo varato un taglio ai nostri stipendi”. Anche i membri del Group Executive Council si ridurranno infatti lo stipendio, nel loro caso del 30%. Nella stessa nota Manley annuncia che il presidente Fca John Elkann e il Consiglio di Amministrazione rinunceranno al compenso “da qui alla fine del 2020”. Un sacrificio richiesto tuttavia del ceo anche “alla maggior parte dei dipendenti nel mondo non ancora impattati da riduzione di orario o ammortizzatori sociali”. A loro la Fca chiederà di accettare un differimento temporaneo del 20% dello stipendio per far fronte all’emergenza Covid-19.

Il 23 marzo Manley annunciava che, a seguito della chiusura degli stabilimenti in Europa e Nord America, uno stabilimento della multinazionale sarebbe stato riconvertito per produrre mascherine.