In una lettera aperta le quattro associazioni Laiga, Pro-Choice, Amica e Vita di Donna chiedono al governo “misure urgenti” per garantire le interruzioni volontarie di gravidanza e per lo stesso motivo lanciano una petizione. Ai tempi del coronavirus è diventato infatti quasi impossibile mettere in atto la legge 194 sugli aborti. La rete era già debole prima dell’esplosione della pandemia: erano il 64 per cento degli ospedali italiani quelli con reparti per la legge 194. L’obiezione di coscienza superava il 70 per cento dei medici, anestesisti e paramedici. Le associazioni chiedono dunque di privilegiare “la procedura farmacologica” al fine di ricoverare gli accessi ospedalieri. E quindi l’utilizzo della pillola Ru486.

La lettera è stata inviata al ministro della Salute Speranza, al presidente Giuseppe Conte e all’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco. La petizione (questo il link) ha già raccolto l’adesione di centinaia di firme, tra cui quella di Roberto Saviano, Laura Boldrini, Lea Melandri, Marco Cappato, Livia Turco, Moni Ovadia. Il testo:

In questo momento storico, in cui il Governo e tutta la società si trovano a gestire l’emergenza da COVID-19, riteniamo doveroso tutelare la salute e i diritti delle donne, nel rispetto di tutte le misure necessarie per contenere e contrastare il diffondersi della pandemia. Durante questa fase di emergenza sanitaria, se le donne incontrano difficoltà ad accedere ai servizi di interruzione volontaria di gravidanza rischiano di superare i limiti temporali entro i quali la Legge 194/78 prevede il diritto di interruzione. Questo rischio è maggiore per le donne che vivono in condizioni di alta marginalità e vulnerabilità (per esempio: violenza domestica, condizioni precarie di salute o positività a COVID-19). Per garantire l’assistenza e contenere le occasioni di contagio, Pro-choice Rete italiana contraccezione e aborto (Pro-choice RICA), Libera Associazione Italiana  Ginecologi per l’Applicazione legge 194 (LAIGA), l’Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto (AMICA), l’Associazione Vita Di Donna ONLUS  hanno scritto una lettera alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Salute e all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) affinché siano adottate misure urgenti per garantire ad ogni donna, sull’intero territorio nazionale, l’accesso al servizio di interruzione volontaria di gravidanza (IVG).
La società civile chiede che le autorità competenti ascoltino la richiesta delle associazioni firmatarie della lettera e adottino al più presto le misure proposte, in linea con quanto già fatto da altri governi in Europa, primi tra tutti Francia e Inghilterra.
1)     Ammettere al trattamento le donne in gravidanza con amenorrea fino a 63 giorni (nove settimane), invece che fino a 49 giorni (sette settimane);
2)     Eliminare la raccomandazione del ricovero in regime ordinario dal momento della somministrazione del mifepristone al momento dell’espulsione;
3)     Introdurre il regime ambulatoriale (“at home” nella letteratura scientifica) che prevede un unico passaggio nell’ambulatorio ospedaliero o in consultorio, con l’assunzione del mifepristone e la somministrazione a domicilio delle prostaglandine, procedura già in uso nella maggior parte dei paesi europei;
4)     Ammettere una procedura totalmente da remoto, monitorizzata da servizi di telemedicina, come è già avvenuto in Francia e nel Regno Unito, in via transitoria, in situazione di particolare difficoltà e in relazione all’attuale stato di emergenza.

Primi firmatari: Roberto Saviano, Laura Boldrini, Michela Marzano, Livia Turco, Loredana Lipperini, Susanna Camusso, Valeria Valente, Marco Cappato, Valeria Fedeli, Elena Stancanelli, Emma Dante, Angela Finocchiaro, Lella Costa, Nerina Dirindin, Giuditta Pini, Lia Quartapelle, Roberto Giachetti, Chiara Gribaudo, Lea Melandri, Fausto Raciti, Riccardo Magi, Gennaro Migliore, Elvira Seminara, Nadia Terranova, Evelina Santangelo, Alessandro Zan, Moni Ovadia, Wilhelmine Schett – Mina Welby, Filomena Gallo, Daniela Padoan, Rossella Muroni, Serena Donati, Serena Pellegrino, Ottavia Piccolo, Alberta Basaglia, Claudia Durastanti, Massimiliano Coccia, Giusi Marchetta, Maria Rosa Cutrufelli, Giulia Blasi, Viola Di Grado, Nicoletta Dentico, Marilena Grassadonia, Nicoletta Gandus, Laura Cima, Antonella Picchio, Gianfranco Spadaccia, Giulio Cossu, Carlo Troilo, Mario Riccio, Massimo Clara, Monica Lanfranco, Angela Azzaro, Antonio Di Grado, Michele Grandolfo, Silvana Agatone, Marina Toschi, Giovanna Scassellati, Alessandra Kustermann, Elisabetta Canitano, Emilio Arisi, Mirella Parachini, Anna Pompili, Anna Uglietti.

Agedo, Aidos, AIED, ARCI, Arcigay, Associazione culturale Lunàdigas, Associazione Luca Coscioni per la libertà scientifica, Casa Internazionale delle Donne, D.i.Re Donne in rete contro la violenza, Possibile, Potere al popolo, Radicali Italiani, Rifondazione Comunista.