Si tratta dei test rapidi che stanno sperimentando all’Ospedale Spallanzani e i medici di base a Nerola e di quello al Policinico Tor Vergata di Roma. L’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato afferma che qualora alle sperimentazioni  dovesse seguire la validazione scientifica, opterebbe per sottoporre tutti gli abitanti della regione a tali test – entrambi molto veloci, entrambi condotti sul sangue per individuare gli anticorpi. L’assessore lo ha dichiarato in un’intervista a Il Corriere della Sera Roma. “La nostra arma contro il Covid-19 – ha detto – deve essere il test rapido a tappeto. È fondamentale”.

Il Lazio è la quarta regione d’Italia per numero di tamponi, circa 33mila. Il ritmo di questi consente di avere i risultati in otto ore. L’obiettivo dell’assessore, qualora i risultati delle sperimentazioni dovessero essere positivi, è quello dunque di sottoporre a questo nuovo tipo di analisi, molto più veloce, i sei milioni degli abitanti della regione.

Il Lazio al momento sta tenendo per numero di contagi, anche in queste che erano state annunciate come le settimane del picco. Come la capitale, Roma, che nell’intervista viene paragonata a una sorta di Corea del Sud italiana. Seul ha infatti contenuto i contagi e soprattutto la proporzione tra questi e i decessi attraverso una massiccia campagna di tamponi e il tracciamento della popolazione attraverso la tecnologia.

“Su Roma – dice D’Alessio – abbiamo messo subito in atto una cintura di protezione. Abbiamo fatto scattare misure straordinarie. È la città più grande d’Italia, il cuore dello Stato e del paese e per noi contenere il virus in città era fondamentale. Era il nostro obiettivo massimo”. A Roma risulta essere il secondo distretto sanitario quello più colpito, e “in generale tutto il quadrante nord della città”. Nel resto della regione “l’incidenza più alta si registra a Civitavecchia, nella Asl Roma 4, con una percentuale del 90,7 per cento. Segue e Frosinone con il 69,5”. Ecco perché secondo D’Alessio la sfida si gioca sul territorio. Per lo stesso motivo ieri l’assessore aveva annunciato la distribuzione di 500 kit per il monitoraggio via web degli isolati domiciliari.

“Dai dati le misure di contenimento adottate stanno funzionando – ha dichiarato Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio e segretario del Partito Democratico – La Regione sta tenendo, insieme alla Capitale. Grazie alle persone, una grande prova di coraggio, passione e determinazione rispetto a provvedimenti mai adottati nella storia della nostra democrazia”.

Nel Lazio si registrano al primo aprile 2.758 casi e 169 deceduti secondo quanto riferito dalla Regione. Tre le zone rosse: Fondi, Nerola e Contigliano.