Un kit, con saturimetro e termometro, a raccogliere i dati che verrano trasmessi via web al medico di riferimento. È la nuova strategia adottata dalla Regione Lazio per monitorare le condizioni dei pazienti risultati positivi al coronavirus e in isolamento presso la propria abitazione. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’amato. Già in settimana verranno consegnati i primi 500 esemplari di questi kit.

“La sfida si vince sul territorio. L’ospedale serve per affrontare l’emergenza e noi siamo attrezzati”, ha detto D’Amato all’Ansa. L’assessore ha illustrato la situazione dei ricoveri nella Regione e ha mostrato ai giornalisti l’andamento degli accessi ai Pronto Soccorso. “All’inizio – ha dichiarato D’amato – la soglia di allerta si superava con una frequenza settimanale. Nel mese di marzo siamo sempre sotto la soglia, perché abbiamo adeguato la rete con un potenziamento di terapia intensiva e posti letto ordinari. La rete ora è attrezzata ma la sfida è sul territorio”. Proprio per questo motivo, per evitare di affollare gli ospedali e di ingolfarne i reparti, il Lazio ha deciso di dare via a questo altro tipo di assistenza medica a distanza.

“Con questo kit – ha illustrato D’Amato – si riesce a parlare con il personale sanitario e a dare loro alcune informazioni importanti come l’ossigeno nel sangue, che insieme alla temperatura corporea è uno degli elementi che segnala un alert”.

Oltre alla tosse e alle difficoltà respiratorie, la febbre è uno dei sintomi del Covid-19. A questo proposito all’interno del kit è fornito un termometro. Il saturimetro è invece uno strumento, prevalentemente diffuso in piccola taglia, da applicare sul dito, che misura la quantità di ossigeno del sangue. Una eventuale carenza (che può far scattare qualche campanello di allarme quando si attesta sotto il 95%) può segnalare un imminente peggioramento delle condizioni respiratorie del paziente.

La strategia della cura a domicilio è stata adottata in Corea del Sud, paese che conta un numero particolarmente alto di contagiati, ma la cui proporzione di decessi e infetti è di molto inferiore a quelle di Italia e Spagna, per esempio. Seul ha infatti portato avanti una massiccia campagna di tamponi e i cittadini hanno ceduto parte della loro privacy affinché il governo tracciasse i loro movimenti e attraverso una app seguisse i contagiati a domicilio.

Il Lazio al 31 marzo conta 2.642 contagiati e 162 morti. Nella regione sono state ordinate tre zone rosse, a causa dell’anomalo aumento di contagiati, che sono quella di Fondi, Nerola e, da ultimo, Contigliano.

Redazione