I risultati della ricerca
Cura per il tumore al pancreas, la terapia sperimentale e il vaccino a mRna personalizzato: i tre trattamenti presentati in America
Interessanti sperimentazioni sono state presentate ad un congresso a San Diego: ma gli studi non sono stati ancora pubblicati
Delle nuove prospettive di trattamento e cura per il tumore al pancreas sono state presentate recentemente al congresso dell’American Association for Cancer Research (AACR) a San Diego, anche se questo tipo di malattia rimane una neoplasia molto difficile da curare: le opzioni terapeutiche sono limitate e quelle disponibili spesso non sono di grande aiuto, anche perché solo in un paziente su cinque la malattia è identificata quando è ancora possibile procedere con l’esportazione chirurgica.
In questo complesso quadro, ogni progresso nelle cure suscita ovviamente entusiasmo e aspettative di guarigione, che però devono essere bilanciate dalle opportune cautele e precisazioni. Per questo motivo, le notizie che arrivano dal congresso americano sono promettenti, anche se su farmaci non approvati per l’uso, né esaminati dagli enti regolatori. I composti sono stati sperimentati su piccoli gruppi di pazienti con studi non ancora pubblicati da riviste mediche.
Aspettativa di vita raddoppiata
Il primo trattamento studiato è quello del daraxonsarib, che ha raddoppiato l’aspettativa di vita dei pazienti a cui è stata diagnosticata la malattia, portandola ad oltre 13 mesi, a differenza di coloro che hanno ricevuto la chemioterapia in una sperimentazione clinica di Fase 3, la cui aspettativa è di meno di 7 mesi. Nella terapia di prima linea, il daraxonsarib ha mostrato un tasso di risposta del 47% e una risposta completa, ovvero l’eliminazione del tumore rilevabile nel paziente. Anche grazie alla chemioterapia, il tasso di risposta è salito al 58%. Questo perché il farmaco agisce bloccando la proteina KRAS, le cuimutazioni aumentano la crescita incontrollata di circa un terzo dei tumori solidi.
Il potenziale successore degli attuali farmaci
La stessa azienda che sta sviluppando il farmaco, la Revolution Medicines, ha presentato anche un composto completamente nuovo, che potrebbe rappresentare il successore dell’attuale gamma di farmaci. Si chiama RM-055, farmaco che sarebbe in grado di disattivare fisicamente la proteina cancerogena, cercando di portarla ad uno stato “spento”. Al momento, i dati su questa molecola sono preclinici, ma indicano una strada promettente.
Il vaccino a mRna personalizzato
Il terzo trattamento presentato da BioNTech e Genentech, è un vaccino a mRna personalizzato per il tumore al pancreas. Si tratta di un vaccino terapeutico creato su misura per ogni paziente analizzando le mutazioni genetiche del proprio tumore: in pratica, insegna al sistema immunitario a riconoscere come estranee e a distruggere le cellule tumorali. In uno studio di Fase 1 del Memorial Sloan Kettering Cancer Center (Msk) americano, 16 pazienti hanno ricevuto il vaccino autogeno cevumeran dopo un intervento chirurgico per rimozione di tumore al pancreas, oltre alla chemioterapia e a un farmaco immunoterapeutico.
Al termine dello studio, sette degli otto pazienti il cui sistema immunitario ha risposto al trattamento erano ancora in vita dopo 6 anni dal ricevimento dell’ultima dose, rispetto a solo due degli otto pazienti il cui sistema immunitario non aveva risposto. Studi come questo, non sono progettati per valutare l’efficacia di un trattamento, ma solo la sua sicurezza, e grazie a questi risultati è stata avviata una sperimentazione di Fase 2 per provare a testare il vaccino su un numero maggiore di pazienti.
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