Con la diffusione delle nuove tecnologie e la sempre maggiore possibilità, per bambini e ragazzi, di accedere alla rete, cresce la percezione dei rischi collegati all’uso di chat e app online. La rete è infatti un luogo a rischio per l’85% degli adulti e il 74% dei ragazzi. Lo riporta l’indagine ‘Minori e percezione dei rischi’ realizzata da Ipsos per Save the Children.

La ricerca rivela che il 29% dei ragazzi ha provato disagio per avere ricevuto determinate richieste o contenuti online da parte degli adulti (percentuale più alta in Campania – 35% – e più bassa in Lombardia, 19%), un dato confermato anche da più di 1 genitore su 10 (1 su 5 in Sicilia e Campania). I dati mettono in luce anche uno scarso controllo da parte dei genitori su quello che i figli fanno online. Più di 1 genitore su 6 (17%) dice di non controllare mai i contenuti che i figli condividono in rete, mentre il 44% lo fa solo occasionalmente. E se i genitori siciliani si dimostrano i più attivi nel controllare regolarmente (46%) di contro, in Piemonte, più di 1 genitore su 4 non controlla mai. La scarsa consapevolezza, da parte dei genitori, delle attività online dei figli, del resto, è confermata dal fatto che quasi 1 su 3 (30%) non sa se i loro ragazzi utilizzino app a tempo per scambiarsi messaggini, foto o video (che spariscono dopo pochi secondi) e più della metà (54%) non è in grado di dire a quante chat partecipa il figlio, con i genitori campani che fanno registrare la percentuale più alta (66%). E se i genitori italiani che credono di saperlo rispondono mediamente che i figli usano al massimo 2 chat, i ragazzi affermano di essere coinvolti in media in 5 chat ognuno.

I principali rischi ai quali sono esposti bambini e ragazzi sul web sono contatti fisici e rapporti indesiderati pretesi o imposti dagli adulti che rappresentano, secondo quanto emerge, un pericolo concreto per quasi 3 adulti su 5 (55%) e 1 ragazzo su 2 (48%), con percentuali che, per gli adulti, salgono al 61% e al 64% in Lombardia e in Toscana e si abbassano al 46% in Sicilia, mentre tra i ragazzi i più consapevoli del rischio si mostrano i toscani (57%).

Secondo la ricerca Ipsos per Save the Children, circa la metà dei ragazzi e 6 adulti su 10, nel nostro Paese, considerano inoltre un pericolo reale che i minori possano essere vittime di cyberstalking da parte degli adulti, così come che venga loro chiesto, in cambio di regali, di inviare immagini o video che li ritraggono nudi oppure che gli adulti possano inviare a ragazzi conosciuti in rete materiali intimi che mettono a disagio. Tra gli altri rischi segnalati, troviamo la possibilità che i minori vengano criticati o ridicolizzati per il loro comportamento o aspetto fisico (un rischio per il 57% degli adulti e il 44% ragazzi) che possano essere indotti ad assumere sostanze (lo pensano il 42% dei ragazzi e 1 adulto su 2) o che possano ricevere promesse in cambio di qualcosa (per il 47% dei ragazzi).

SCUOLA, ORATORI E PALESTRE LUOGHI A RISCHIO – La scuola, gli oratori o parrocchie, e le strutture sportive: per circa 1 adulto su 4 e 1 ragazzo su 5, in Italia, sono questi i luoghi abitualmente frequentati da bambini e adolescenti dove maggiore può essere il rischio di subire comportamenti inappropriati, maltrattamenti e abusi da parte degli adulti.

Dal sondaggio emerge che solo il 7% degli adulti, in Italia, ritiene che i Minori siano completamente tutelati e al sicuro da comportamenti inappropriati da parte degli adulti nei luoghi che sono soliti frequentare e solo il 6% lo pensa riferendosi al web e alle chat usate dai propri figli. Più di 1 minore su 4 (il 27%) si dice a conoscenza di esperienze negative vissute in prima persona dai loro amici, percentuale che sale al 33% se riferita agli episodi in rete.

Tra i luoghi fisici ritenuti maggiormente a rischio e dove i minori potrebbero essere vittime di comportamenti scorretti o abusanti da parte degli adulti figura soprattutto la scuola, insicura per il 28% degli adulti e il 21% dei ragazzi. Scuola a rischio soprattutto per i ragazzi in Sicilia (1 su 4), meno per i coetanei campani ed emiliani (16%). A rischio anche oratori per 1 adulto su 4 (quasi 1 su 3 in Campania, Toscana ed Emilia Romagna) e per 1 ragazzo su 5 (1 su 4 in Lazio, Lombardia e Sicilia), nonché la palestra, la piscina e altri centri sportivi, ancora insicuri per il 23% dei genitori e il 22% dei ragazzi italiani. Da segnalare in chiave positiva i gruppi scout considerati luoghi sicuri per il 93% dei ragazzi e per l’88% dei genitori