La Campania torna a volare: nasce Readi, l’esperimento messo a punto nei laboratori del Polo Tecnologico-fabbrica dell’innovazione di Napoli Est da un team tutto napoletano, con l’obiettivo di prevenire l’osteoporosi negli astronauti, ma anche di coloro che resteranno con i piedi per terra. Il progetto è stato ideato dal Dipartimento di Biologia dell’università Federico II e ingegnerizzato dalla società spaziale Mars Center col supporto di partner di eccellenza quali la società consortile Ali.

Partendo dalla zona industriale di Napoli, Readi viaggerà fino alla base di lancio del centro spaziale John Fitzgerald Kennedy della Nasa, a Cape Canaveral, e da lì, ad agosto, comincerà il suo lancio nello spazio. «Lo scopo dell’esperimento Readi (Reducinh arthritis dependent inflammation first phase) è capire come limitare i danni dell’osteoporosi negli astronauti – spiega il team sviluppo industriale di Ali e Mars CenterPurtroppo agli astronauti basta un mese nello spazio per tornare sulla terra come se fossero dei vecchietti. L’esperimento, quindi, ha lo scopo di verificare se la presenza del collagene e del resveratrolo (sostanza contenuta nella buccia dell’uva e nel vino, per l’occasione fornito dalle cantine Mastroberardino) possono effettivamente migliorare la salute degli astronauti durante la loro permanenza nello spazio e, in prospettiva, anche di noi che rimaniamo sulla Terra».

Sono passati vent’anni dall’ultimo lancio targato Campania, eppure la storia racconta di una terra abitata da talenti che sono sempre stati con gli occhi e il naso all’insù per indagare lo spazio. «La nostra regione si è sempre caratterizzata per la sua grande competenza in ambito scientifico e nelle attività spaziali – racconta Norberto Salza, responsabile del Comitato organizzatore di Expo Spazio 2012 e past president del polo high tech di Napoli Est – soprattutto per il rientro dall’atmosfera, ossia per il rientro delle navicelle dallo spazio. In questo senso l’Expo del 2012 ha rappresentato un volano importante per lo sviluppo dell’attività aerospaziale, oltre che un’iniezione di entusiasmo generale. E oggi il polo tecnologico-fabbrica dell’innovazione promuove tantissime iniziative. Non è un caso se i nuovi talenti dell’aerospazio sono tutti giovani e decidono di restare qui».

La fabbrica dell’innovazione, tuttavia, sorge come una cattedrale nel deserto di Napoli Est, area che attende da anni di essere riqualificata. «La società Ali (Aerospace Laboratory for Innovative Components), che trova spazio all’interno della fabbrica dell’innovazione, nasce da un’idea dell’ingegnere Salza nel 2006 – racconta Giovanni Squame, presidente di Ali – Il progetto presupponeva la necessità di mantenere a Napoli Est un nucleo di aziende che si occupava di aerospazio, in considerazione del fatto che questa zona industriale aveva perduto via via la sua forza. E con l’obiettivo di ricordare al mondo istituzionale che Napoli Est era viva e che qui volevamo ricreare le condizioni per far tornare le aziende che possono far crescere questo polo dell’innovazione».

E questa realtà, che fa sognare al pari di quella aerospaziale americana, sta effettivamente crescendo, ritagliandosi uno spazio sempre più importante sulla Terra e tra le stelle. «Stiamo lavorando al lancio della capsula Irene, previsto nel 2029 – svela Francesco Punzo, responsabile della ricerca e dello sviluppo di Ali – Questa tecnologia serve per far rientrare gli esperimenti fatti sulla stazione aerospaziale internazionale, in modo che possano arrivare sulla terra senza bruciarsi. Immaginiamo un ombrello termico che protegge l’esperimento contenuto al suo interno. Nel 2029 contiamo di ampliare l’ombrello di protezione da 60 centimetri a tre metri e di far atterrare Irene su Marte: una tecnologia che nasce e si sviluppa interamente in Campania». Ancora un po’, dunque, e Napoli arriverà anche sul pianeta rosso.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.