Le due vittime dell’incidente al Rally dell’Appennino sono il 21enne Davide Rabotti, reggiano, studente di ingegneria informatica all’Università di Modena e di Reggio Emilia e il 35enne Cristian Poggioli di Lama Mocogno in provincia di Modena. I ragazzi assistevano al noto evento motoristico sopra un terrapieno alto circa tre metri e sono morti travolti da un’auto che partecipava alla competizione e che è uscita di strada. Sull’incidente è già aperta un’inchiesta. “In quel punto – ha spiegato il sindaco di san Polo d’Enza (Reggio Emilia) Franco Palù – non c’erano barriere”.

Secondo i testimoni e le prime ricostruzioni l’incidente è avvenuto in un tratto rettilineo del circuito in località Riverzana, nel comune di Canossa (Reggio Emilia). L’equipaggio numero 42 della Peugeot 208 guidata dal duo Claudio Gubertini e Alberto Ialungo, ha perso il controllo del mezzo e l’auto, a causa della forte velocità e di un terrapieno che ha fatto da rampa, si è staccata dal suolo ed è piombata proprio dove si trovavano Davide e Cristian, uccidendoli. I due componenti l’equipaggio sono rimasti illesi, ma sono entrambi sotto choc.

Gli operatori sanitari in servizio sul percorso hanno effettuato un disperato tentativo di salvare la vita ai due ragazzi richiedendo anche l’arrivo dell’eliambulanza dell’Ospedale Maggiore di Parma, purtroppo ogni soccorso è risultato vano. La polizia municipale della Unione Val d’Enza assieme ai carabinieri stanno ora ricostruendo la dinamica di quanto successo. Era in corso la prima prova speciale dell’ultima giornata della competizione iniziata ieri. In seguito all’incidente la manifestazione è stata sospesa.

IL SINDACO – Il punto in cui si trovavano i due ragazzi travolti e uccisi dalla vettura del Rally dell’Appennino reggiano era una specie di collinetta, un ‘montarotto’, alto 3-4 metri e distante una ventina di metri dalla strada, non c’erano barriere. A dirlo all’Ansa è Franco Palù, il sindaco di San Polo d’Enza in provincia di Reggio Emilia, che si è recato sul posto dell’incidente. “È stato un incidente particolare – ha detto il sindaco – in una zona che di per sé non era pericolosissima, era al termine di un breve rettilineo in cui l’auto avrebbe dovuto girare a sinistra ma, non so per quale motivo, forse per una perdita di controllo dello sterzo, è finita sulla destra andando sul ‘montarotto’ dove c’erano i due ragazzi deceduti. Che io sappia lì c’erano solo i due ragazzi e non altre persone”.

Il Rally dell’Appennino reggiano è una manifestazione storica e seguita da molti appassionati della zona, “un classico del nostro Appennino” ha aggiunto il sindaco. Questa era l’edizione numero 41, tornata a disputarsi dopo un anno di stop per il Covid.

Riccardo Annibali