La Campania ha fatto miracoli. E ha chiesto il lockdown totale a ottobre. Ed è vittima di uno sciacallaggio mediatico senza paragoni, anche da parte del governo. È l’accusa, che non risparmia un presunto razzismo “strisciante” verso il Sud, del Presidente della Regione Vincenzo De Luca. La Campania, ha detto in diretta a Che tempo che fa, sta “combattendo a mani nude: guardiamo la regione più virtuosa al Nord, è il Veneto, che ha un milione di abitanti in meno della Campania, che ha 16mila dipendenti in meno nella sanità. Noi stiamo combattendo a mani nude, e in queste condizioni abbiamo fatto un miracolo, abbiamo il tasso di occupazione sotto il 30%, e il tasso di morte Covid più basso d’Italia”.

Insomma la Campania, e il governatore, sono stati messi in croce nelle ultime settimane. In particolare da quando l’ultimo dpcm ha piazzato la Regione in Zona Gialla, quella a rischio meno elevato, nonostante nelle settimane precedenti. Decisione rivista venerdì con il passaggio, senza stop per la Zona Arancione, in Zona Rossa. “Io avevo proposto di mettere in zona rossa tutta l’Italia nel mese di ottobre: mi è arrivata questa decisione (di mettere la Campania in zona rossa, ndr) dopo alcune immagini, immagini assolutamente intollerabili di Napoli”. E poi: “Questa decisione ha lasciato delle zone d’ombra. Io non ho capito: eravamo in zona gialla martedì, nel giro di 72 ore siamo arrivati in zona rossa. Niente di sconvolgente ma dal ministero della Salute dovrebbe spiegarlo”.

IL CASO CARDARELLI – Le immagini di Napoli che hanno indignato erano quelle del Lungomare e del Centro Storico affollati lo scorso fine settimana mentre le ambulanze erano in fila davanti agli ospedali. A scuotere mediaticamente la situazione è stato però il caso del paziente morto all’Ospedale Cardarelli. Un episodio divenuto virale per via di un video girato e diffuso sui social da una altro paziente. “Ovviamente è un’immagine drammatica e rinnovo il mio cordoglio alla famiglia della vittima, ma devo ricordare a tutti quanti che il 17 giugno di quest’anno c’è stato un morto in un ospedale di Milano, in bagno anche lì, e non se n’è accorto nessuno”. E quindi: “Il direttore generale del Cardarelli ha fatto un esposto alla Procura, si faranno tutti gli accertamenti e si individueranno tutte le cause di quella morte. Quello che è indegno e animalesco è che quando c’è un deceduto per terra ci sia qualcuno che ha lo stomaco di girare un video e postarlo sui social, e poi scappare dall’ospedale senza il parere dei medici. Mi ha ricordato i video delle formiche negli ospedali, poi abbiamo scoperto che qualche infermiere faceva scorrere le gocce di soluzione di glucosio per attirare le formiche”.

L’ACCERCHIAMENTO – La Campania è sotto attacco e De Luca è sotto attacco, insomma. E il governatore argomenta due motivi: un “razzismo anti-meridionale” in Italia, “strisciante” e quindi un “uomo da colpire” perché “parla chiaro, non partecipa alla massoneria, alle correnti, alle corporazioni”. Fazio ha osservato come sia difficile chiamare in causa il razzismo con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, anche lui campano, con il quale De Luca si è ripetutamente scontrato. Lei parla del governo come di un antagonista, come se non facesse parte di uno dei partiti (Pd) della maggioranza, ha osservato Fazio.

“È uno dei problemi – ha ribadito De Luca – Di Maio ha detto cose ignobili. Non razziste, ma ha detto il falso, questo non è tollerabile. Conte ha il dovere di intervenire. E poi a Napoli qualche amministratore ha dato una mano per alimentare la campagna di sciacallaggio. È stato 102 volte in trasmissioni televisive da settembre a oggi, 9 ore per parlare contro la Campania e Napoli, anziché pensare a lavorare per garantire la serenità”. Come si fa a gestire questa situazione, ha quindi chiesto il conduttore – visti i rapporti a dir poco tesi tra lei e il sindaco de Magistris – che necessità della collaborazione più stretta? Noi abbiamo lavorato, altri non hanno fatto niente. Non faccio nomi, non intendo fare pubblicità. Preferisco citare dei versi di Trilussa, parlando di quelli che cercano di farsi pubblicità essendo nullità. C’era la lumachella della vanagloria che era strisciata sopra un obelisco, guardò la bava e disse: lascerò un’impronta nella storia”.