“Alla prima partita di campionato nello stadio ribattezzato ‘Diego Armando Maradona’, gli azzurri perdono 0-1”. Così Repubblica scriveva domenica in un articolo comparso sul proprio sito internet del match tra gli azzurri di Gennaro Gattuso e i blucerchiati di mister Claudio Ranieri. Un errore clamoroso, come sa bene chi ha visto la partita, che ha visto i partenopei ribaltare lo svantaggio iniziale con gol di Jankto grazie ai gol di Lozano e Petagna.

Per la prima partita di Serie A disputata al ‘nuovo’ Stadio Diego Armando Maradona Repubblica regala quindi uno strafalcione fantozziano, immediatamente diventato virale su web e social, tanto da pensare inizialmente ad una fake news.

L’articolo era effettivamente online, come confermato dal giornalista di Repubblica Marco Azzi su Twitter, dove tira in ballo un attacco hacker: “Ero allo stadio e non sapevo, poi ho visto i vostri tweet e ho chiesto delle spiegazioni in redazione. C’è di mezzo ovviamente un hacker: gli insulti che leggo sono dunque gratuiti, oltre che stupidi”.

Azzi smentisce anche l’ipotesi di una bozza di articolo, scritta all’intervallo del primo tempo, pubblicata dal desk di Repubblica per sbaglio. Il giornalista, ad un utente di Twitter che aveva proposto tale tesi, spiega che “non si scrivono bozze di articoli (forse succede nei film, non nella realtà…) e nella fattispecie l’articolo l’ho mandato io dallo stadio. Ovviamente al fischio finale”.

Sempre sui social c’è invece chi evoca quasi un complotto. È Paolo Ziliani, firma del Fatto Quotidiano, che associa l’errore/attacco hacker alla proprietà di Repubblica, ovvero la famiglia Elkann. “Va be’ che John Elkann, proprietario di Repubblica, è presidente della Exor tra i cui investimenti c’è la Juventus; e va be’ che tra Juve e Napoli c’è sempre il contenzioso aperto (?) del 3-0 a tavolino. E però, questa notizia pubblicata ieri mi è parsa eccessiva. Non so a voi”, scrive il giornalista che da sempre mette nel mirino la società bianconera.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia