Aveva già perso quattro chili per il suo sciopero della fame. E oggi ha deciso di interrompere la sua protesta dopo aver ricevuto delle rassicurazioni sul suo caso dal carcere e dal Garante dei detenuti regionale. A. G., detenuto condannato dal 1996, quando aveva 23 anni, aveva detto “tanto vale lasciarsi morire” dopo che nei giorni scorsi le sue richieste non erano state accolte dal carcere di Secondigliano, Napoli. A far sapere della fine dello sciopero è proprio il Garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, che ha incontrato l’uomo nel carcere napoletano.

“Nel corridoio, quando stavo andando via, si è sollevato la mascherina e mi ha fatto vedere il suo sorriso”, dice Ciambriello, il quale aveva già incontrato l’uomo nei mesi scorsi. A. A. era arrivato a Secondigliano a settembre dal carcere di Voghera. Nel carcere di Catanzato aveva conseguito il diploma di istruzione superiore da Geometra. E nel carcere Lombardo aveva cominciato gli studi in Scienze dell’Educazione. A Napoli aveva optato per continuare il suo percorso di formazione in Sociologia con la Federico II di Napoli. Il 26 maggio aveva così cominciato lo sciopero per due distinte problematiche. Una di tipo più spiccatamente organizzativo; la seconda di tipo sanitario.

“Sono 92 iscritti della Federico II a Secondigliano – ricostruisce Ciambriello – Un gruppo in alta sicurezza, accusati di reati del 416 bis; un’altra trentina detenuti comuni di media sicurezza che stanno nel reparto Mediterraneo. A questi avevamo fornito materiale come cancelleria, sedie, banchi. Essendo ergastolano, ex 41 bis, A. A. continua a stare nell’alta sicurezza e non poteva andare nella sezione dove sono organizzati i detenuti dell’alta sicurezza che studiano. Aveva così chiesto di utilizzare un pc per studiare”. L’uomo aveva fatto arrivare il pc, acquistato dalla sua famiglia, che doveva essere modificato dalla stessa direzione per la chiusura delle porte Usb e l’installazione dei programmi consentiti, ma non gli era stato consegnato. Non avendo neanche un tutor era impossibilitato a consultare il materiale didattico. “Essendo impossibilitato a consultare il materiale didattico, viene, di fatto, preclusa la possibilità di studiare – aveva lamentato Sandra Berardi, dell’Associazione dei diritti dei detenuti Yairaiha Onlus – infatti, alla data odierna, non ha potuto ancora sostenere nessun esame e ciò costituisce pregiudiziale ed un elemento demotivante che allontanano la persona dal personale progetto di crescita intellettuale e morale”.

La seconda questione era invece di ordine sanitario. Trattandosi di un detenuto cardiopatico che soffre di una sindrome di apnee, aveva rifiutato anche l’assunzione di medicine salvavita per il divieto di utilizzare un ventilatore, acquistato presso l’istituto di Voghera previa prescrizione medica.

“Ho preso contatti con la delegata della Federico II e l’università si è attivata. Alla direzione del carcere ho chiesto di accelerare la pratica per l’utilizzo del pc e di comprarne altri per i detenuti, qualora fosse necessario”, spiega Ciambriello, il quale ha anche sollecitato una verifica sulla eventuale illiceità del ventilatore in oggetto. Visto l’impegno e la visita del Garante, accompagnato dalla vice-direttrice dell’Istituto Masi, il detenuto ha deciso di interrompere lo sciopero della fame. “Ha avuto prova del nostro impegno e così ho comunicato la sua scelta di sospendere la protesta alla tutor Sandra Berardi. È dimagrito quattro chili ma le sue condizioni di salute sono buone”. Nei prossimi giorni si continuerà a monitorare la situazione.

Il Garante ha sottolineato come di 796 studenti nei carceri italiani 92 si trovano a Secondigliano, tutti iscritti alla Federico II, più un’altra ventina negli altri istituti della Regione. Gli iscritti nel carcere di Napoli Nord studiano scienze politiche, lettere, giurisprudenza, economia, scienze gastronomiche e per l’appunto sociologia. “Grazie alla regione, con la sensibilità dell’assessore Fortini, abbiamo speso già circa 10mila euro di materiale, libri, condizionatori, banchi sedie, toner per stampanti e altro materiale”, aggiunge Ciambriello, sottolineando il valore della cultura e dell’istruzione nel percorso di riabilitazione carceraria. “Da due anni, da quando è aperto il Polo Universitario del Mezzogiorno, abbiamo migliorato la situazione. Ringrazio perciò le università sensibili, i docenti che si mettono a disposizione gratuitamente, le direzioni degli istituti come Secondigliano, che ha firmato un protocollo con Federico II, Regione Campania Provveditorato e ufficio del Garante”.