“A me non risultano riscatti altrimenti dovrei dirlo”. Questo il commento del ministero degli Esteri Luigi di Maio sulla liberazione della cooperante Silvia Romano. Il titolare della Farnesina lo ha dichiarato alla trasmissione di Rete 4 Fuori dal coro. Negli scorsi giorni alcuni quotidiani avevano fatto diverse volte riferimento al presunto pagamento per la liberazione della 24enne cooperante milanese sequestrata per 18 mesi tra Kenya e Somalia. La cifra circolata era di 4 milioni di euro, andati presumibilmente al gruppo terrorstico jihadista Al Shabaab. Libero oggi è arrivato a scrivere persino di 40 milioni. Di solito, tuttavia, le cifre delle trattative per casi simili vengono tenute segrete.

“Perché la parola di un terrorista che viene intervistato vale più di quella dello Stato italiano?“, ha aggiunto Di Maio riferendosi all’intervista di Repubblica, pubblicata oggi, al portavoce degli Shabaab. Il portavoce aveva parlato anche di una conversione spontanea all’islam di Romano perché la cooperante avrebbe addirittura conosciuto un mondo migliore durante la prigionia. “Non voglio fare la morale” ha continuato Di Maio, ma “nessuno di noi sa cosa significa restare un anno e mezzo in mano ad una cellula terroristica che arruola i bambini, dei criminali. Aspettiamo che questa ragazza possa ritrovare una sua serenità: si sono invece scatenate una serie di minacce che rischiano di farle avere una scorta in Italia dopo che l’abbiamo liberata da una cellula terroristica”.

Il ministro, secondo alcune voci vicine all’esecutivo, avrebbe fatto sentire le sue rimostranze per non essere stato informato subito della liberazione della cooperante imprigionata per 535 giorni. A dare la notizia era stato sabato pomeriggio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte attraverso i social. L’operazione di liberazione è stata condotta dai servi segreti esteri dell’Aise in collaborazione con le intelligence di Turchia e Somalia.

Di Maio ha anche aggiunto sulle condizioni di Romano: “Non sappiamo cosa c’era dietro il suo sorriso quando è scesa dall’aereo”. Anche il ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato alla trasmissione Di Martedì su La7, ha detto di non avere notizia del pagamento di un riscatto. “So che una ragazza che è stata nelle mani di terroristi per oltre un anno ha potuto riabbracciare la famiglia. Ogni polemica – ha detto – deve essere messa da parte”.