Includere assieme al personale docente e amministrativo delle Scuole ed Università italiani, attualmente già coinvolti nella fase di vaccinazione, anche i dottorandi di ricerca. È la richiesta arrivata in una lettera al Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Ferruccio Resta, dalla Società italiana del Dottorato di Ricerca.

Una richiesta “ferma” per adottare “ciascuno per propria competenza”, un provvedimento chiarificatore “finalizzato all’inclusione a livello nazionale dei dottorandi di ricerca nella campagna vaccinale per il personale docente e amministrativo delle Scuole ed Università italiane che tutti gli Atenei italiani adottino le best practices intraprese da alcune Università che hanno già incluso i dottorandi di ricerca nel programma di vaccinazione”, spiega Antonio de Lucia, Presidente della Società italiana del Dottorato di Ricerca.

Una missiva in cui si denuncia “la palese disparità di trattamento che si sta verificando a livello nazionale tra Università che hanno incluso i propri dottorandi di ricerca nella campagna vaccinale destinata al personale docente ed amministrativo under 55 del settore scuola ed Università ed Atenei che stanno procedendo con la relativa estromissione, in modo ingiusto e non adeguatamente ponderato”.

Secondo Giovanni Falcone, coordinatore di SIDRI all’Università di Salerno, “in un momento storico in cui si invita alla coesione, in cui istruzione e giovani sono indicati come perni della ripartenza, la discriminazione di intere classi quali sono dottorandi e borsisti di ricerca, “Menti quotidianamente prodigate nella ricerca”, potrebbe lasciare trasparire un messaggio in totale controtendenza”.

Sottoporsi alla vaccinazione, aggiunge Giovanna Zampogna, coordinatrice dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, “rappresenta anche per la categoria dei dottorandi un gesto di maturità sociale al fine di non costituire fonte di contagio per gli studenti, ottenendo contemporaneamente il risultato di essere immuni, potendo così svolgere ogni attività in sicurezza; da dottorandi, proiettati sul mondo della ricerca, crediamo nel ruolo della scienza e nel vaccino grazie anche ad un’adeguata campagna di informazione”

A denunciare la disparità di trattamento è anche Fabrizio Ventimiglia, coordinatore allo IUAV di Venezia, che definisce “vergogno” escludere dalla campagna vaccinale d’Ateneo. “Sono Junior, non ricercatori di razza inferiore”, ricorda Ventimiglia.

La “palese disparità di trattamento” che si sta verificando tra i vari atenei nazionali, rimarca ancora Amalia De Leo, coordinatrice Report di SIDRI, “diventa ancora più incomprensibile se consideriamo che investe una categoria che possiamo definire giuridicamente fragile, poiché non assimilabile in toto, né agli studenti, né al personale docente e amministrativo, ma che è di fondamentale importanza nel sistema di ricerca del nostro Paese”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia