Decine di persone sono morte a causa di due forti esplosioni avvenute nel porto di Beirut, capitale del Libano. Il ministro della Sanità libanese, Hassan Hamad, ha dichiarato la morte di almeno 70 persone. I feriti, secondo le prime stime, sono quasi 4mila. Lo stesso Ministero ha inoltre chiesto a tutti i medici e il personale sanitario di raggiungere gli ospedali della capitale per soccorrere i feriti.

La causa delle esplosioni non è chiara, mentre il Paese attraversa una grave crisi economica e sono in corso tensioni tra Israele e il gruppo sciita Hezbollah. Secondo quanto riferito da una infermiera alla Cnn, circa 400 persone sono state trasportate in ospedale dopo la potente esplosione. La donna presta servizio al pronto soccorso dell’Hotel Dieu Hospital della capitale libanese.

Nelle immagini diffuse sulle tv locali e sui social si vede una densa colonna di fumo bianca – probabilmente il risultato di un primo scoppio – seguita da esplosioni secondarie, minori e colorate. Pochi istanti dopo, una gigantesca onda d’urto a forma di fungo, che colpisce via via diversi palazzi, facendoli collassare. Il primo scoppio, di cui non si conoscono ancora le cause, è avvenuto in un magazzino di fuochi d’artificio seguito da una seconda più potente esplosione in un magazzino poco lontano. All’interno c’erano, da quanto ha riferito il ministero dell’Interno libanese, materiali “altamente esplosivi” posti sotto sequestro.

FERITO UN MILITARE ITALIANO – Un militare italiano del contingente ha riportato lievi ferite a un braccio. È stato lo stesso militare a informare direttamente i familiari sul suo stato di salute. Lo ha reso noto lo Stato maggiore della Difesa con un comunicato. Sul posto, in stretto coordinamento con le forze di sicurezza libanesi, sono intervenuti i soccorsi del Sector West di Unifil che stanno provvedendo all’evacuazione del personale. Sono in corso gli accertamenti da parte di Unifil e delle forze di sicurezza libanesi per accertare la dinamica dell’accaduto. La Farnesina, attraverso l’Unita’ di crisi e l’ambasciata in Libano, si è attivata per prestare ogni possibile assistenza ai connazionali presenti nel Paese e continua a monitorare la situazione.

Al momento sono poco chiari i contorni di quanto accaduto. Un cittadino intervistato dall’emittente “Al Arabiya” ha detto di aver udito due esplosioni, una più contenuta e l’altra più forte. Sembra che l’esplosione sia avvenuta all’interno del settore 12 del porto di Beirut, in un silos di grano, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa “Nna”.

IL CARICO DI NITRATO DI SODIO –  Fonti della sicurezza ritengono che l’esplosione al porto di Beirut sia scaturita da “un carico di nitrato di sodio” sequestrato un anno fa e tenuto in un magazzino. Il nitrato di sodio, anche chiamato nitro del Cile, perché estratto in quel Paese a partire dal XIX sec., viene usato in composti esplosivi. Un fotografo di AP vicino al porto ha visto persone ferite a terra e danni significativi ai palazzi. Alcune stazioni tv hanno parlato di un possibile scoppio in un’area del porto dove sono stoccati fuochi d’artificio. In attesa di un bilancio più preciso della forte esplosione, la Croce Rossa libanese ha riferito che vi sarebbero decine di feriti, alcuni dei quali sepolti sotto le macerie.

Secondo quanto riferisce su Twitter la corrispondente del quotidiano emiratino The National, Joyce Karam, una delle due deflagrazioni avrebbe avuto luogo nelle vicinanze della residenza dell’ex primo ministro Sa’ad Hariri. La giornalista sottolinea che è atteso per questa settimana il verdetto del Tribunale speciale per il Libano istituito dalle Nazioni Unite per far luce sull’omicidio dell’ex primo ministro Rafiq Hariri, il padre di Sa’ad, ucciso in un attentato il 14 febbraio del 2005. Secondo i media locali, le autorità non hanno ancora elementi sufficienti per determinare le cause delle due esplosioni, avvenuta l’una a distanza di 15 minuti circa dall’altra.

ISRAELE – Israele “non è coinvolto” nell’esplosione avvenuta a Beirut. Lo hanno affermato fonti politiche ufficiali israeliane riferite dalla tv pubblica Kan. Intanto oggi, dopo le tensioni dei giorni scorsi alla frontiera del nord, si è svolta la riunione del Gabinetto di difesa.

LUTTO NAZIONALE – Il premier libanese Hassan Diab ha dichiarato per domani una giornata di lutto nazionale dopo le esplosioni avvenute oggi nel porto di Beirut. Lo riferiscono i media locali. Al momento il ministero della Salute libanese ha riferito di un alto numero di feriti. Fonti mediche e della sicurezza libanese parlano di almeno dieci persone rimaste uccise nell’esplosione avvenuta oggi pomeriggio nel porto di Beirut. Secondo l’emittente “Al Arabiya”, tra i feriti vi sarebbero anche la figlia e la moglie del primo ministro, Hassan Diab, e di alcuni suoi consiglieri. Le esplosioni avrebbero danneggiato anche il palazzo di Baabda, sede della presidenza della Repubblica. Il ministro della Salute, Hamad Hassan, ha predisposto l’accoglienza di tutti i feriti negli ospedali a spese del dicastero.