E’ morta dopo oltre un mese di agonia l’anziana donna ricoverata a Roma dopo esser stata picchiata dalla badante che avrebbe dovuto prendersi cura di lei. Aveva 81 anni ed era dal 7 maggio all’ospedale San Camillo, dove era stata portata in condizioni gravissime dopo una chiamata al 118 arrivata proprio dalla donna che, si sarebbe scoperto di lì a poco, l’aveva aggredita senza nessuna pietà per le sue disabilità: “La signora è caduta e ha bisogno di cure… l’ho trovata a terra, vicino al letto”, aveva mentito ai soccorritori la 53enne, originaria dell’Est Europa.

I medici hanno ritenuto da subito poco credibile la ricostruzione della badante: le contusioni riportate dall’anziana non sembravano compatibili con una caduta dal letto e la vittima era entrata in uno stato di coma dal quale non si sarebbe più ripresa.

La segnalazione del 118 ha dato il via alle indagini condotte dai carabinieri di Ostia, ai quali è arrivata anche la denuncia dei familiari della vittima, che era da tempo invalida e viveva alla periferia sud ovest della Capitale, vicino al litorale. I figli della signora avevano alcuni dubbi sul comportamento dell’assistente domiciliare, e per questo avevano fatto installare in casa un sistema di videosorveglianza del quale la 53enne non era a conoscenza.

Ad inchiodare la donna sono state proprio le immagini catturate dalle telecamere nascoste, che hanno mostrato agli inquirenti le percosse subite dall’anziana il giorno del ricovero: dopo esser stata strattonata e picchiata, è stata abbandonata a terra per oltre un’ora prima che la 53enne chiamasse i soccorsi. Finita in carcere un mese fa, con l’accusa di maltrattamenti, l’ex badante rischia ora una nuova, e ben più grave, accusa.