«La nostra ragion d’essere è costruire un ambiente sostenibile, sin da ora, proteggendo gli elementi essenziali del nostro pianeta che sono l’acqua, la terra e l’aria». Aurélia Carrere è la Ceo per Italia di Suez, l’azienda francese leader a livello mondiale nei servizi ambientali, dal trattamento e alla distribuzione dell’acqua, alla purificazione dell’aria e al riciclaggio dei rifiuti.

Il gruppo Suez da oltre un secolo è votato al “tutto green” ed è stato tra i primi a promuovere e ad adottare l’economia circolare. Per anni avete insistito sui vantaggi dell’economia circolare. Avete ottenuto risultati?
Suez lavora su cinque principali direttrici: salute e qualità della vita, impatto positivo sul clima, impatto positivo sul capitale naturale, cento per cento circolarità e forte radicamento con i nostri clienti, motivo per cui non possiamo delocalizzare. Nell’ambito dell’economia circolare in Italia, ci occupiamo di acqua e fanghi. Puntiamo, ad esempio, al riutilizzo dell’acqua dopo la depurazione: un progetto ancora tutto da sviluppare in Italia, mentre la Spagna ha fatto già molti passi in avanti. Nel caso dei fanghi, grazie alla depurazione possiamo valorizzare i minerali, come azoto e fosforo. Dai fanghi possiamo inoltre ottenere elettricità e biogas, come accade nel nostro impianto di Bresso, alle porte di Milano, attuazione del nostro primo progetto di valorizzazione del biometano. Tutto secondo il principio per cui nulla si butta e tutto si ricicla.

Il clima è sempre più instabile. Qual è il contributo di Suez per reagire ad anomalie sempre più frequenti?
Lavoriamo su due versanti: la mitigazione degli impatti del clima e la prevenzione. Lo abbiamo fatto nel caso di importanti alluvioni e inondazioni verificatesi nei Paesi in cui operiamo. Possiamo prevenire le conseguenze di eventi meteorologici estremi, e abbiamo software molto sofisticati per il monitoraggio delle fognature e lo stoccaggio nella rete che permettono di evitare la costruzione di bacini di raccolta, molto costosi. In Italia propugniamo l’adozione di queste tecnologie per limitare non solo gli effetti delle inondazioni e l’inquinamento delle acque ma anche i costi finali.

Oltre alla digitalizzazione per trattare le acque inquinate. Quali sono le altre nuove direttrici del vostro business in Italia?
Certamente la qualità dell’aria. Abbiamo ottenuto ottimi risultati in Francia, Spagna e Cile. In Italia stiamo lanciando una piattaforma per la gestione e la eliminazione degli odori dell’industria. Proponiamo il trattamento degli odori con biofiltri e le coperture fotovoltaiche che usano i raggi del sole. I test sono già stati realizzati a Napoli. Offriamo inoltre soluzioni tecnologicamente all’avanguardia per migliorare la qualità dell’aria nelle gallerie, ma anche nei trasporti, nelle scuole con soluzioni innovative come ionizzazioni, microalghe, filtri per catturare particolati, gas e carbonio.

E poi?
La terza priorità di azione in Italia è rappresentata dai contatori intelligenti per rilevare i consumi dell’acqua. In molti paesi la misurazione è digitalizzata. Purtroppo l’Italia è ancora in ritardo. La tecnologia è utile prima di tutto per il cittadino che può tenere sotto controllo i suoi consumi individuando le fughe d’acqua e i flussi anormali. Questo dialogo continuo tra utilizzatore e fornitore del servizio ottimizza la rete e i consumi, ed evita gli sprechi.

Il Recovery Plan europeo può aiutare in questa direzione?
Certamente. Credo che l’Italia sia pronta per investire nelle infrastrutture e nella modernizzazione delle reti. Un’attenzione particolare va alle regioni del Sud, dove stiamo già fornendo uno sforzo addizionale. Infatti, la protezione forte dell’ambiente contribuisce all’attrattività di un paese. Un esempio? I turisti che inondano in estate le spiagge non possono essere disturbati dagli odori cattivi provenienti dalle industrie o da impianti di smaltimento rifiuti e tantomeno possono nuotare in acque inquinate. In Grecia, ad esempio Suez ha lavorato in tal senso. L’Italia ha un patrimonio eccezionale da proteggere e Suez ha l’esperienza e le tecnologie per salvaguardare questa ricchezza ambientale ed economica.

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