Quattro giorni di incontri e conferenze, dal 16 al 19 settembre, a Vigevano per il nuovo appuntamento con il SuperCali Festival. Unico evento italiano nato dalla passione per la lettura e l’arte cinematografica, dedicato all’adattamento dei libri per film e serie TV. Il festival, ideato dalla libreria “Le Notti Bianche” con il patrocinio del Comune di Vigevano, sarà ospitato negli splendidi locali del Castello Sforzesco. Un vento dall’est – come all’inizio del celebre romanzo di P.L. Traves – che porterà nella cittadina lombarda tantissimi ospiti tra attori, scrittori e giornalisti di tutta eccellenza: da Jeffery Deaver a Sofia Righetti, da Manlio Castagna a Giampaolo Simi e poi Francesco Serpico, Silvia Grasso, Gabriella Giliberti e tanti altri che animeranno questa III edizione del SuperCali Festival. Tra gli ospiti anche Carolina Capria, scrittrice e fondatrice della pagina social @lhascrittounafemmina, con l’incontro “Il rapporto uomo – donna in ‘L’amica geniale’ di Elena Ferrante, che terrà il 17 settembre alle ore 18.00.

Se guardo alla mia infanzia e alle storie che mi hanno formata, mi rendo conto che già quando ero una bambina ho iniziato a far mia l’idea che l’amore romantico avrebbe riempito la mia vita dandole un senso. Nessun lavoro, nessuna passione e nessuna ambizione mi avrebbe arricchita così come avrebbe fatto un “e vissero felici e contenti”, e nessun legame, nemmeno quello con le amiche e gli amici più cari, mi avrebbe fatta sentire completa così come invece avrebbe fatto il grande amore. Non c’è stato un momento in cui qualcuno mi abbia esplicitamente detto che un’esistenza senza l’amore romantico sarebbe stata vuota e priva del suo senso più profondo, eppure sono certa che già nell’adolescenza questa convinzione albergasse in me. Potevo fare tutto, rincorrere qualsiasi obiettivo, aspirare a diventare qualsiasi cosa, viaggiare per il mondo e scoprire me stessa, a patto però, che non mettessi in discussione che il punto più alto e più significativo di tutto il mio vagare, sarebbe stato il coronamento di un sogno d’amore.

Crescendo, con grande fatica ho messo in discussione queste certezze, e soprattutto mi sono resa conto di come bambine e bambini, ragazzine e ragazzini, maturino sull’argomento certezze diverse. Se le ragazze – non troppo diversamente da quanto è accaduto a me – crescono preoccupandosi di trovare un amore che riempia la loro esistenza e che sia per sempre, ai ragazzi non viene insegnato a fare lo stesso. Come scrive la scrittrice Alba De Cespedes nel romanzo “Dalla parte di lei”: “Gli uomini non affidano mai tutta la loro vita all’amore”.  Nella tetralogia de “L’amica Geniale”, Elena Ferrante ha  abilmente vivisezionato l’idea di amore romantico a cui siamo tanto legati, mostrandocene la fallacia, le contraddizioni e i limiti. Già nella scelta di mettere al centro della vicenda un legame che viene spesso poco considerato – tanto nella vita adulta quanto nella letteratura – come quello dell’amicizia, e nello specifico dell’amicizia femminile, l’autrice dimostra da subito l’intenzione di puntare lo sguardo altrove, laddove non siamo soliti concentrarci. È nella storia che condividono, e nell’affetto che le lega, che Lila e Lenù trovano il supporto e la cura che solitamente crediamo siano propri dell’amore romantico e non dell’amore amicale.

Sono tanti gli uomini con cui si interfacciano le due protagoniste, che crescendo sperimentano sulla loro pelle l’illusorietà delle aspettative costruite in giovinezza, e tra questi spetta un posto d’onore a Nino Sarratore, personaggio che è riuscito a farsi detestare da chiunque abbia letto l’opera di Ferrante o guardato la serie tv che ne è stata tratta. Nino Sarratore appare sin da subito un personaggio anomalo rispetto agli altri ragazzi nel rione. È silenzioso, pacifico, studioso e politicamente impegnato, e sono proprio queste sue caratteristiche a renderlo speciale agli occhi prima di Elena e poi di Lila. Elena sin da bambina in lui riconosce delle qualità che lo distanziano da tutti gli altri uomini che popolano la sua vita, incapaci di instaurare con le donne rapporti di parità e che usano la violenza, fisica e psicologica, per costringere le donne in un ruolo subalterno. Nino è diverso, Nino sembra capace di rispetto e ascolto, e amarlo ed essere amate pare facile, come è facile per una giovane ragazza cresciuta nel mito dell’amore romantico, affidare il proprio destino e la propria felicità a un principe azzurro che passa a cavallo.

Ma allora perché odiamo Nino Sarratore? Perché in un mondo costellato da uomini spregevoli che trovano normale picchiare e mortificare le donne della loro vita, non abbiamo dubbi nell’affermare che lui è il più spregevole di tutti? Il personaggio di Nino Sarratore (nella serie TV è magistralmente interpretato da Francesco Serpico) rappresenta un archetipo con cui molte donne hanno avuto a che fare, e che di conseguenza hanno imparato a riconoscere e, talvolta, a scansare. È l’uomo intelligente e colto, che dimostra interesse per le tue passioni e battaglie delle donne che ha intorno, ma che poi a conti fatti dimostra di essere concentrato solo su se stesso, e di volere accanto una compagna che lo compiaccia.

Nino si avvicina a Lila e Lenù solo quando, prima l’una e poi l’altra, sono impegnate in altre relazioni, dimostrando sin da subito quanto per lui sia importante conquistare e imporre il suo ascendente e la sua presenza. Si innamora di Lila quando lei è sposata, e lo stesso fa con Elena, presentandosi come il grande amore che stravolge la vita monotona e insoddisfacente che le due stanno vivendo. Dapprima si interessa alle necessità di entrambe e si mostra sensibile al loro benessere, ma poi quando queste alzano la testa, dimostrando di essere persone che hanno delle pretese e non oggetti, si rivela per quello che è: un uomo incapace di vivere una relazione di cui lui non è il centro. Elena Ferrante ci ha regalato uno sguardo nuovo sull’amicizia, sulle relazioni amorose, anche sul ruolo che ha l’amore romantico nella vita degli uomini e delle donne, offrendoci numerosi spunti per capire noi stessi e la società in cui viviamo.