Prosegue di fronte alla Corte di Cassazione la maratona oratoria dell’Unione camere penali contro la riforma Bonafede sulla prescrizione. Sono già circa 300 gli avvocati intervenuti nei primi due giorni e saranno oltre mille durante il corso della settimana, fino al 7 dicembre, attesi a Roma da tutta Italia.  «È un successo straordinario, siamo molto soddisfatti – afferma il presidente dell’Unione camere penali Gian Domenico Caiazza – è il segno di una passione civile che poche associazioni e anche pochi partiti politici possono vantare».

E intorno all’iniziativa dei penalisti cresce l’attenzione proprio da parte della politica. Tra i primi a intervenire a Piazza Cavour Rita Bernardini del Partito Radicale, mentre ieri ha preso la parola l’ex presidente del Senato e senatore di Forza Italia Renato Schifani che in merito alla riforma ha dichiarato: «toglie la durata del processo contro il principio della ragionevole durata dei processi». «Ora si vuole far entrare in vigore questa norma ed entrerà in vigore dal 2020 – ha aggiunto – ma il Pd aveva votato contro questa norma e ora si trova a combattere sulla questione con l’alleato di governo. Mi stupisce inoltre come l’Anm abbia cambiato idea sulla prescrizione. Noi siamo pronti a discutere con l’attuale maggioranza per fermare questa riforma», ha fatto sapere Schifani.  Una delegazione di parlamentari avvocati di Forza Italia, guidata dal capogruppo alla Camera Maria Stella Gelmini, sarà presente alla maratona oggi alle ore 12, domani è attesa una delegazione di parlamentari di Italia viva, e per i prossimi giorni i penalisti annunciano “sorprese”.

Nessuna sorpresa invece ieri alla Camera, dove è stata bocciata la richiesta di urgenza per l’esame della proposta di legge del forzista Enrico Costa sullo stop alla riforma della prescrizione. Il Pd ha votato contro e i renziani non hanno partecipato al voto.  Per Gian Domenico Caiazza è un indebolimento del fronte contrario all’entrata in vigore della riforma Bonafede: «Il Pd tuttavia continua a sostenere la sua avversione e parla di una proposta di cui per ora non sappiamo nulla. Ho letto anche una nota molto dura di Italia viva. Noi continuiamo la nostra battaglia per capire in quale modo fermare una riforma sciagurata», assicura il presidente dell’Unione camere penali.