Ha preso via ieri, con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani a presiederlo, il G7 Sviluppo a Pescara. Durarà fino a domani e vedrà al centro le ricostruzioni nei teatri di guerra. Il Vice Presidente Tajani che ha evidenziato che «la cooperazione allo sviluppo costituisce uno strumento straordinario di pace, crescita e stabilità: temi che abbiamo posto al centro della Presidenza italiana del G7».

Tajani: “Ottimista sulla vittoria di Israele”

Su Israele in particolare, paese nel quale il Vicepresidente del Consiglio si è recato nei giorni scorsi, «La pace ancora non è vicina, stiamo lavorando sia in Medio Oriente sia in Ucraina per accelerare i tempi. Sono un po’ più ottimista dopo la vittoria militare di Israele contro Hamas. Credo che, come ha detto Netanyahu e abbiamo apprezzato la sua frase, che siamo vicini alla fine della guerra e che bisogna fare tutto il possibile per accelerare i tempi».

Gli aiuti umanitari

Tajani ha anche illustrato nei dettagli i primi aiuti verso il Medio Oriente. Quindici tir carichi di aiuti umanitari partiranno venerdì per la Striscia di Gaza. «Vogliamo andare avanti e venerdì partiranno 15 tir allestiti da Iveco che gireranno a Gaza; partiranno carichi di materiale umanitario e resteranno lì per la distribuzione». Secondo il ministro, la missione è stata resa possibile da «un lavoro diplomatico». Tajani ha aggiunto: «Isreale si fida dell’Italia e fa entrare gli aiuti per la popolazione palestinese». Quindi, un appello al ruolo del comparto agro-industriale italiano. «Ha riempito il deposito e i tir» ha detto Tajani. «Da questo punto di vista il contributo dell’industria fondamentale».

Cessate il fuoco

Al termine della prima giornata è stato reso noto un appello di cui il titolare degli Esteri si fa portavoce: «L’Italia e il G7 chiedono senza sosta il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e una forte accelerazione dell’aiuto umanitario in favore della popolazione civile». Tajani nei colloqui avuti a Gerusalemme con l’omologo Israel Katz, il Presidente Netanyahu e il Primo ministro palestinese Mustafa, ha condiviso il diritto di Israele a difendersi nel rispetto del diritto internazionale chiedendo al contempo di lavorare a una de-escalation.

Barbara Longo

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