Ghali chiede giustizia per Willy Monteiro Duarte, il 21enne di origini capoverdiane massacrato in un pestaggio brutale a Colleferro (Roma) nella notte tra sabato e domenica. E lo fa con un lungo posto su Instagram, nel quale sintetizza la storia, denuncia il pestaggio, e collega tutto con problematiche sociali spesso al centro anche delle sue canzoni.

“Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: ‘Era solo un immigrato’”. Ghali è nato nel 1993 a Milano da genitori tunisini. È cresciuto in periferia, nel quartiere Baggio. Dei margini e del razzismo ha spesso parlato nelle sue canzoni. Nella storia del 21enne di Colleferro ha rivisto episodi di violenza e discriminazione vissuti personalmente. “È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita – ha scritto – in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra. I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri”.

 

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Giustizia per Willy Monteiro Duarte. 21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: “era solo un immigrato”. È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra. I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri. Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy 🤞🏽 #giustiziaperwilly

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Per Ghali la vittima del pestaggio rappresentava una nuova generazione di italiani mossi da nuovi valori e motivazioni: “Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma in fondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo”.