Giorgia versus Giorgia. Nel ring della politica, a due mesi dalle elezioni, capita anche di dover assistere all’inconsueto scontro tra omonimi: da una parte Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia e ‘favorita’ del voto, dall’altra Giorgia Todrani, o semplicemente Giorgia, tra le più note e apprezzate cantanti in Italia.

L’offensiva, se così possiamo chiamarla, è partita da quest’ultima e dai suoi social, dove è stato pubblicato un chiaro attacco alla possibile prossima presidente del Consiglio in caso di vittoria del centrodestra. “Anche io sono Giorgia, ma non rompo i c… a nessuno”, le parole impresse su una foto della cantante impegnata in un live, con tanto di “cit” (citazione, nda)

Il riferimento è a un discorso della leader di Fratelli d’Italia, diventato nel tempo un meme, una canzone e quasi un tormentone estivo grazie ad un remix di Mem & J: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana”. Ma “Io sono Giorgia – Le mie radici, le mie idee” è poi diventato anche il il titolo del libro autobiografico della Meloni, uscito lo scorso anno.

Una ‘story’ pubblicata su Instagram diventata virale, che ha spinto l’altra Giorgia, Meloni, a replicare sullo stesso social. “Trovo che la voce di Giorgia sia straordinaria – scrive la leader di FdI -. La ascolto volentieri, da sempre, senza essere costretta a farlo. Così come lei non è costretta ad ascoltare me se non le piaccio. È la democrazia, funziona così ed è bella per questo. Ma su una cosa io e l’artista siamo sicuramente diverse: se a me non piacesse la sua musica o la sua voce, io non avrei bisogno di insultarla”.

 

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Nei giorni scorsi Meloni era finita nel mirino anche di una collega di Giorgia, Elodie. La cantante più volte si era scagliata contro la leader di FdI. “A me sinceramente fa paura”, aveva scritto su Twitter l’artista romana e madrina del Pride 2022 nella Capitale, pubblicando alcune parti del vecchio programma elettorale del partito della Meloni

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.