La giustizia di prossimità come primo presidio di tutela dei cittadini, ma anche come banco di prova delle riforme che stanno interessando l’intero sistema giudiziario. È questo il tema scelto dall’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) per il Consiglio direttivo nazionale che si è svolto il 10 e 11 luglio alla Spezia, un appuntamento che ha riunito magistrati, avvocati, rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico per un confronto sulle principali criticità della giurisdizione.
Il titolo del convegno – “La giustizia di prossimità: tra esigenze operative e riforme strutturali” – sintetizza perfettamente il momento attraversato dalla giurisdizione italiana. Da un lato, infatti, la necessità di garantire risposte rapide ed efficienti ai cittadini, dall’altro l’impatto delle numerose riforme che negli ultimi anni hanno modificato assetti organizzativi, competenze e procedure.
L’evento, organizzato dalla sezione spezzina di Aiga, presieduta dall’avvocata Alessia Cassone, si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini, della presidente del Tribunale Diana Brusacà, del prefetto Andrea Cantadori, del presidente del locale ordine degli avvocati Daniele Caprara, a testimonianza della forte partecipazione delle istituzioni locali. Particolarmente significativo il primo confronto dedicato a “Giudice di pace, criticità del sistema e prospettive di riforma”, a cui hanno preso parte Patrizia Morello, professoressa di diritto penale presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Massimiliano Leccese, giudice di pace di Carrara, Virginio Angelini, presidente della Fondazione dell’Unione nazionale camere civili.
Durante il panel è stato affrontato uno dei nodi più delicati della giustizia di prossimità: il ruolo degli uffici del giudice di pace, oggi chiamati a gestire un contenzioso rilevantissimo tra carenze di organico, competenze in continua evoluzione ed esigenze di modernizzazione.
I lavori sono poi proseguiti con un secondo panel dedicato alla riforma della magistratura onoraria e al futuro degli uffici del giudice di pace. Un tema che coinvolge migliaia di magistrati onorari e che continua ad alimentare il dibattito sia sul piano organizzativo sia su quello delle tutele professionali. Al confronto hanno partecipato la deputata dem Debora Serracchiani, componente della Commissione giustizia della Camera, il senatore Giovanni Berrino (FdI), componente della Commissione giustizia di Palazzo Madama, e l’avvocato Emanuele Alberghina, membro della giunta nazionale di Aiga, il quale ha anche presentato una ricerca condotta dall’associazione sulla magistratura onoraria.
L’incontro ha consentito di mettere a confronto il punto di vista della politica, impegnata nella definizione delle future riforme ordinamentali, con quello della magistratura e dell’avvocatura, chiamate quotidianamente a misurarsi con le difficoltà operative degli uffici giudiziari.
La scelta di dedicare il Consiglio direttivo nazionale a questi temi conferma poi la volontà dell’Aiga di continuare a svolgere un ruolo di interlocutore qualificato nel dibattito sulle riforme della giustizia. Una funzione che l’associazione porta avanti da tempo valorizzando il contributo dei giovani avvocati e promuovendo occasioni di confronto tra tutte le componenti del sistema giudiziario, partendo proprio dalla “giustizia di prossimità” che costituisce il primo e più immediato punto di contatto tra cittadini e Stato.