Il 18 maggio scorso gli Stati Uniti avrebbero firmato un accordo con la Repubblica Centrafricana per accogliere migranti provenienti da altri paesi espulsi da Washington. il documento non è stato divulgato, ma è stato confermato da diversi diplomatici centrafricani e segue la falsariga di quanto già concordato con la Repubblica Democratica del Congo, la Sierra Leone, il Ghana e la Guinea Equatoriale.

Nonostante le accuse da parte di molti senatori democratici, l’amministrazione di Donald Trump sta portando avanti una serie di accordi che possano aggirare anche i ricorsi nei tribunali americani. A Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, si è recata una delegazione guidata da Christian Jové Ehrhardt, vice assistente segretario del Dipartimento di Stato presso l’Ufficio per la Popolazione, i Rifugiati e le Migrazioni, che ha subito trovato molta collaborazione da parte del governo centrafricano, come riportano diversi funzionari statali.

La Repubblica Centrafricana è una della nazioni più povere del continente e la sua storia è stata costellata di colpi di stato e dittature che ne hanno distrutto il tessuto sociale. I circa cinque milioni di abitanti vivono in una condizione di povertà e lontano dalla capitale sono praticamente assente tutti i tipi di servizi essenziali. Alcune zone sono sotto il continuo attacco di gruppi ribelli, soprattutto islamisti che minacciano anche la capitale e controllano tutta la fascia settentrionale del paese.

Al potere c’è Faustin-Archange Touadera, che ha vinto le elezioni presidenziali per la terza volta consecutiva, modificando la costituzione per rimanere al potere. La sua rielezione è stata boicottata da quel poco che rimane dell’opposizione, ma uno degli avversari è addirittura passato con i ribelli minacciando di prendere il potere con la forza delle armi. Touadera ha strettissimi rapporti con la Russia e la sua guardia personale è formata dai mercenari dell’ex Wagner Group, che sfruttano le miniere d’oro del paese. Mosca ha aperto qui un centro di intelligence con cui controllare tutta la fascia saheliana e ormai da anni è anche il principale partner commerciale di Bangui.

L’accordo con Washington però dimostra come la piccola nazione africana non voglia chiudere i rapporti con l’occidente ed il mettersi a disposizione per accogliere migranti espulsi negli Usa fa parte di un piano economico molto più ampio. Gli Stati Uniti per il momento hanno stanziato 85 milioni di dollari da destinare alla Repubblica Centrafricana, un’iniezione di valuta pesante fondamentale per le esangui casse del governo guidato da Touadera.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi