Giustizia
Responsabilità civile dei magistrati, l’ennesimo rinvio senza data. È sempre il governo delle promesse
La maggioranza sarebbe dovuta tornare questa mattina a riunirsi sulla giustizia. Un vertice atteso, rinviato già la scorsa settimana, che ha creato un clima di crescente nervosismo e che continua a certificare le profonde differenze di vedute tra gli alleati di governo tanto che è stato rinviato ancora una volta. La comunicazione è arrivata alle 19 di ieri sera senza però l’indicazione di una terza data. Al centro del confronto ci sarebbe dovuta essere soprattutto la proposta di Forza Italia, rilanciata in questi giorni dal capogruppo Enrico Costa, sulla responsabilità civile dei magistrati, una delle storiche battaglie del partito fondato da Silvio Berlusconi. L’obiettivo degli azzurri è ottenere finalmente un cronoprogramma preciso sulle riforme considerate prioritarie e, soprattutto, conoscere se il Ministero della Giustizia abbia davvero intenzione di accelerare. “Il ministro ha sempre detto che per le riforme bisognava attendere il referendum, che purtroppo è andato male. Ora il referendum è passato e non si capisce cosa bisogna attendere ancora”, fanno sapere fonti di Forza Italia.
Responsabilità civile dei magistrati
Gli azzurri chiedono di rafforzare il principio secondo cui anche i magistrati debbano rispondere dei propri errori nei casi di colpa grave, superando un sistema che si è rivelato poco efficace. Di diverso avviso sembra essere però proprio Carlo Nordio. L’ex magistrato non ha mai mostrato particolare entusiasmo per questa riforma, sostenendo che il terreno sul quale intervenire sia soprattutto quello della responsabilità disciplinare e della valutazione professionale delle toghe. Per questo il vertice di oggi avrebbe assunto un valore che va oltre il singolo provvedimento. Sarebbe stato un banco di prova per capire se il governo ha a tutti gli effetti la volontà politica di affrontare alcune delle storiche battaglie garantiste del centrodestra oppure se continuerà a prevalere la linea attendista di via Arenula che sembra aspettare solo che la legislatura finisca.
Il pressing della famiglia Berlusconi
A rendere ancora più delicata la situazione è arrivato anche il pressing della famiglia Berlusconi. Marina Berlusconi è tornata infatti a richiamare l’attenzione sulla necessità di riformare profondamente il sistema giudiziario italiano, in particolare sul tema della responsabilità civile delle toghe. Un intervento che molti, nella maggioranza, hanno letto come un chiaro sostegno alle richieste di Forza Italia.
Il Flop di Nordio, è il governo delle promesse
Il problema è che il bilancio dell’azione del Ministero della Giustizia guidato da Nordio, a quasi quattro anni dall’insediamento del governo, appare, come sottolineato la scorsa settimana dal Riformista, piuttosto modesto. L’unico intervento di rilievo che il governo è riuscito a portare a termine è stata l’abrogazione dell’abuso d’ufficio. Per il resto, quasi tutti i dossier si sono arenati. Lo dimostra anche il rinvio dell’entrata in vigore del giudice collegiale per le misure cautelari, deciso proprio nell’ultimo Consiglio dei ministri. Sono rimaste sullo sfondo anche altre questioni molto sentite dal mondo garantista, come una disciplina più rigorosa sull’utilizzo dei trojan informatici e sul sequestro degli smartphone, strumenti che oggi contengono una quantità enorme di dati personali e professionali. Paradossalmente, molte delle poche innovazioni approvate in questi anni, come i limiti temporali alle intercettazioni, sono nate soprattutto grazie all’iniziativa parlamentare, lasciando spesso l’impressione che via Arenula abbia seguito più che guidato il processo riformatore. Anche sul fronte organizzativo i risultati appaiono limitati. I concorsi per aumentare l’organico della magistratura rischiano infatti di essere insufficienti se continuano a mancare cancellieri e personale amministrativo. Non va meglio sul versante dell’edilizia penitenziaria e del sovraffollamento carcerario, emergenze che continuano ad aggravarsi. Quando finalmente avverrà il vertice, andrà ben oltre la responsabilità civile dei magistrati. Sarà il momento della verità per capire se il governo intenda davvero rilanciare il capitolo giustizia oppure se la gestione Nordio sia destinata ad essere ricordata soprattutto per le riforme annunciate e mai realizzate. Per ora però non si collezionano altro che rinvii.
© Riproduzione riservata







