“Chi sa dirmi cosa farebbero con i 10mila euro della dote Letta i diciottenni di Scampia?”. Un tweet, con allegata la fotografia di tre ragazzi incappucciati in un capannone, che aveva generato polemiche sui social nei confronti del suo autore, Francesco Venier, docente dell’Università di Trieste.

Il messaggio – quasi subito cancellato – insinuava indirettamente che i giovani di Scampia avrebbero speso l’eventuale dote allo studio del Partito democratico in sostanze stupefacenti o in generici affari loschi. “Sono caduto in un luogo comune e ho cancellato il post”, era stata la prima difesa del docente.

Ora in una nota arrivano le scuse ufficiali.  “Sono profondamente dispiaciuto per l’accaduto – scrive Venier – e per aver causato tanta amarezza. La mia unica intenzione era invitare a chiedersi se offrire una dote una tantum ai diciottenni fosse un modo efficace di aiutare i giovani, soprattutto in contesti urbani che, per tanti motivi, possono essere considerati più complessi”.

L’Università aveva preso le distanze dal tweet con una comunicazione ufficiale, giudicando “inopportune” le dichiarazioni del professore e specificando che questo abbia “parlato a titolo personale“. “In quanto luogo di cultura e ricerca scientifica – proseguiva la nota – rifiutiamo qualsiasi luogo comune e ogni forma di pregiudizio”.

Venier ha spiegato che le sue intenzioni fossero “l’esatto contrario di quelle che possono essere apparse”. “Il mio pensiero – sostiene – è che ci possano essere modi più costruttivi per aiutare le nuove generazioni”. Il docente ha anche firmato e sostenuto il manifesto di “Parole O_stili” (contro l’uso del linguaggio violento nella rete, ndr). “Purtroppo – conclude – questa volta l’ho scatenato io, e mi scuso di nuovo con tutti quelli che posso aver ferito, in particolare con i giovani di Scampia che, cadendo in un luogo comune, ho inopinatamente citato”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.