“Grazie Allah per il covid, la gente sta impazzendo”. Lo scriveva sui social media per diffondere il suo messaggio estremista. N. F., 38enne di origini baresi, si faceva chiamare “Issa” dopo che nel 2015 si era convertito all’islam. Una radicalizzazione più che una conversione. L’uomo è stato arrestato, con l’accusa di “istigazione a delinquere aggravata dall’uso del mezzo telematico”, nell’ambito dell’inchiesta dei pm Alberto Nobili, Piero Basilone e Leonardo Lesti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip di Milano Guido Salvini.

L’uomo viveva nel capoluogo lombardo. Frequentava l’associazione culturale, di orientamento sunnita, Al Nur. La sua opera di proselitismo estremista si era concentrata soprattutto su due minorenni che pregavano nello stesso centro di via Chiarissimi. Su internet, da circa cinque anni, aveva intrapreso una campagna ossessiva di diffusione di immagini, audio e video di matrice terroristica. Nei suoi messaggi e post erano celebrati l’Isis, Osama Bin Laden e l’attacco alle Torri Gemelle a New York dell’11 settembre 2001, il fondatore e leader del sedicente Stato Islamico Al Baghdadi, i foreign fighters, donne e bambini armi in pugno che minacciavano di uccidere infedeli e miscredenti.

Dall’operazione Al Bidaya è emerso infatti che l’uomo “si è avvalso della rete internet, strumento più efficace per colpire le fasce di popolazione mondiale maggiormente influenzabili, utilizzando i social media (tra gli altri, Facebook e la piattaforma Sound Cloud) per condividere immagini e documenti audio/video di esaltazione delle azioni violente del Daesh. I fatti contestati, iniziati nel novembre 2015 e tuttora in atto, sono aggravati dalle finalità di terrorismo internazionale e dall’utilizzo dello strumento informatico e telematico. La pericolosità dell’uomo arrestato a Milano, secondo gli investigatori del Ros, è avvalorata dal circuito relazionale – sia nazionale, sia internazionale – particolarmente qualificato, composto da una rete di persone dedite alla sistematica propaganda a favore dello Stato Islamico e dell’esaltazione del Jihad mediante la condivisione di post e commenti sui social”.

Dalle intercettazioni l’uomo avrebbe anche celebrato l’esplosione della pandemia causata dal coronavirus. “Una cosa di Allah, una cosa positiva” perché “la gente sta impazzendo” e per i non musulmani “tutto l’’haram’ adesso è difficile farlo”, ovvero tutti i vizi dei miscredenti sono stati tolti.

Redazione